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ANSA/CLAUDIO PERI

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Bruxelles sulle sigarette elettroniche: “È veleno”. Insorgono ricercatori e industria

Il capo di gabinetto del commissario per la Salute condanna i prodotto di nuova generazione. Due studiosi dell'università di Patrasso: la scienza dice altro

Commissione europea nell’occhio del ciclone per le considerazioni sulle sigarette elettroniche, paragonate a “veleno” da Ar?nas Vin?i?nas, capo di gabinetto della direzione generale per la Salute, di cui è responsabile il commissario Vytenis Andriukaitis. Vin?i?nas ha sostenuto che il nuovo prodotto è meno nocivo delle tradizionali ‘bionde’, ma comunque velenoso.

Affermazioni che hanno suscitato le proteste delle parte interessate, secondo cui l’esecutivo comunitario non terrebbe conto dell’evidenza scientifica che proverebbe il contrario. La protesta ha assunto natura ufficiale con la lettera inviata a Bruxelles da Konstantinos Farsalinos e Konstantinos Poulas, membri del dipartimento di farmacia dell’Università di Patrasso, in Grecia. I due ricercatori rimproverano al rappresentante dell’esecutivo comunitario dichiarazioni “inaccurate” che non riflettono i riconoscimento dell’ambiento scientifico in materia. Le sigarette elettroniche sono state concepite per sostituire i prodotti tradizionale dell’industria del tabacco, ritenuti responsabili di circa 700mila decessi prematuri all’anno nel solo territorio dell’Unione europea.

È convinzione della Commissione Ue che i prodotti di nuova generazione non risolvano il problema della dipendenza. Si continua in sostanza a respirare sostanze meno nocive ma comunque dannose per l’organismo: questo l’assunto dello staff di Andriukaitis. L’industria tedesca risponde. “Le sigarette elettroniche hanno il vantaggio di non contenere tabacco, il che vuol dire che non c’è alcun consumo di tabacco durante la combustione di questi prodotti”, la replica dell’Associazione tedesca per il commercio delle sigarette elettroniche (VdeH). “È molto preoccupante che il responsabile del gabinetto del commissario europeo tradisca una mancanza di conoscenza” della materia.

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