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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Le sigarette elettroniche prescritte come farmaco, per smettere di fumare

Il Regno Unito sarà il primo Paese al mondo a farlo, le aziende dovranno passare per lo stesso processo di approvazione delle case farmaceutiche e poi saranno vendute ai pazienti a prezzo calmierato

Le sigarette elettroniche potrebbero presto essere prescritte dal servizio sanitario britannico per aiutare le persone a smettere di fumare, con il Regno Unito che sarà il primo Paese al mondo a considerarle come farmaci.

Perché questo sia possibile l’Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (Mhra) ha aggiornato le sue linee guida, permettendo così ai produttori di passare per lo stesso processo di approvazione regolamentare delle aziende farmaceutiche. In questo modo, i prodotti approvati potranno essere prescritti dai medici che, caso per caso decideranno se consigliare ai pazienti di passare al “vaping” per aiutarli a smettere. Questi prodotti hanno un’efficacia dimostrata nel combattere il vizio e, secondo le stime, nel 2017, avrebbe aiutato oltre 50mila inglesi a smettere di fumare.

Secondo Sajid Javid, segretario di Stato per la Salute, “aprire la porta a una sigaretta elettronica autorizzata prescritta dal servizio sanitario nazionale ha il potenziale per affrontare le forti disparità nei tassi di fumo in tutto il Paese, aiutando le persone a smettere di fumare ovunque vivano e qualunque sia il loro background". Deborah Arnott, amministratrice delegata di Ash, ente di beneficenza per la salute pubblica che si occupa di contrastare i danni causato dal tabacco, ha detto che la decisione "apre la porta al giorno in cui ai fumatori potranno essere prescritte le sigarette elettroniche per migliorare le loro possibilità di smettere con successo". Linda Bauld, docente di salute pubblica all'Università di Edimburgo, ha spiegato al Times che "l'opzione di avere dispositivi approvati che potrebbero essere prescritti rassicurerebbe i fumatori sui rischi relativi e aiuterebbe anche a raggiungere quelli meno in grado di permettersi le sigarette elettroniche". Come le medicine se prescritti dal medico sarebbero venduti infatti a prezzo ridotto, con lo Stato che coprirebbe una parte della spesa. Secondo il professor Alan Boobis, presidente del comitato sulla tossicità, l'iniziativa gioverà alla salute dei cittadini, in quanto “usare una sigaretta elettronica che soddisfi gli attuali standard di consumo sarà molto meno dannoso che fumare sigarette. I prodotti di vaping autorizzati dovranno soddisfare uno standard definito dal regolatore di medicinali e in cambio saranno disponibili per i medici per la prescrizione, il che sarà un importante passo avanti".

La guida aggiornata è stata dunque accolta con favore dai leader della salute e dagli esperti di tabacco, ma alcuni di loro hanno messo in guarda sulle criticità di questa proposta. Robert West, un esperto di tabacco presso l'University College di Londra, ha detto: "Gli ostacoli normativi da superare per un prodotto da autorizzare sono ancora enormi e non sono sicuro che i produttori di sigarette elettroniche indipendenti dall'industria del tabacco avranno le risorse per superarli” aggiungendo poi che "questo potrebbe portare a una situazione in cui le sigarette elettroniche delle compagnie del tabacco con un'efficacia limitata possono essere prescritte mentre quelle molto migliori no".

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