Si allarga lo scandalo dei cooperanti del sesso: 120 casi in Ong britanniche, anche per pedofilia

Dopo Oxfam è il turno di Save the Children, Christian Aid ed anche della Croce Rossa. "Chi non coopera con la giustizia non avrà più finanziamenti", assicura la ministra alla cooperazione di Londra

Campagna di Oxfam per l'accesso all'acqua. ANSA/ UFFICIO STAMPA OXFAM ITALIA

Si allarga in Gran Bretagna lo scandalo dei cooperanti del sesso: almeno 120 persone dipendenti di Ong sono stati accusati di abusi l'anno scorso, alcuni con bambini. E arrivano, con i dati e le conferme, anche le prime reazioni del governo. La ministra alla cooperazione Penny Mordaunt ha affermato ieri che l'esecutivo britannico ritirerà tutti i finanziamenti alle organizzazioni umanitarie che non collaboreranno con le indagini sui possibili abusi. E' la prima reazione pratica allo scandalo suscitato dalla pubblicazione, da parte di The Times, di un rapporto interno di Oxfam sul post terremoto di Haiti del 2010: prostitute, alcune probabilmente minorenni, al soldo dei cooperanti. 

Il governo: "Niente fondi per chi non collabora con la giustizia"

"In relazione con Oxfam - ha affermato la ministra in un comunicato - e con qualsiasi altra organizzazione che abbia problemi di salvaguardia, speriamo che cooperino pienamente con le autorità. Taglieremo tutti i fondi a quelle organizzazioni che non lo faranno". 

Pedofili depredatori che sfruttano la cooperazione internazionale

Lo scandalo lanciato dal Times si è allargato nei quotidiani domenicali, tanto che la predecessora di Mordaunt, l'ex ministra Priti Patel, ha parlato di "pedofili depredatori" che sfruttano il settore della cooperazione umanitaria per assecondare i loro istinti. Un ex-dipendente della Croce Rossa e della Nazioni Unite ha affermato al Sunday Times che esiste una mancanza di risposte "contro la pedofilia istituzionalizzata" tra i cooperanti e nelle missioni internazionali. 

I numeri degli abusi

Sempre il dominicale del Times getta la cifra di almeno 120 operatori di Ong britanniche accusati di abusi sessuali l'anno scorso: 87 di Oxfam31 di Save the Children e due di Christian Aid. Oxfam, una Ong che conta 5 mila dipendenti e 23 mila volontari, avrevve trasmesso alle autorità 53 degli 87 casi registrati, Save the Children 10 su 31. A causa di questi ultimi, tutti commessi nei paesi in cui opera la Ong, 16 persone furono licenziate. Anche Christian Aid assicura di aver allontanato le due persone responsabili dei casi di abuso. Per la Croce Rossa britannica si parlerebbe di altri 5 casi.

Lo scandalo scoppia con Haiti, ma c'è il precedente del Ciad

Ma lo scandalo non si ferma qui. The Observer pubblicava ieri altre accuse contro dipendenti di Oxfam attivi in Ciad nel 2006. Guarda caso il capo di quella missione era Roland van Hauwermeiren, il direttore delle operazioni di Oxfam ad Haiti, obbligato alle dimissioni nel 2011 a causa delle indagini interne lanciate dalla stessa Ong sui casi di prostitute contrattate durante l'emergenza post-terremoto. Dimesso sì, ma senza conseguenze penali, anche se c'è il forte sospetto che tra le ragazze ci fossero delle minorenni.

La ministra: "Totalmente inaccettabile, ci vuole leadership morale"

"E' totalmente inaccettabile che ci siano ancora casi di sfruttamento e di abusi sessuali nel settore dell'aiuto umanitario", ha affermato ancora la ministra Mordaunt. Quanto al caso di Oxfam, che nell'ultimo esercizio ha ricevuto 36 milioni di finanziamenti pubblici da parte di Londra, "daremo loro l'opportunità di spiegarci cosa hanno fatto dopo questi casi vedremo se hanno le qualità morali necessarie per fare il lavoro che fanno", ha assicurato sibillina la ministra, "ma non basta che abbiano una linea per denunciare gli abusi, se la leadership morale non è insediata in tutta l'organizzazione non possiamo averli come soci". Andando sul pratico: sono a rischio i finanziamenti. 

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Cadono le prime teste

Intanto la numero due di Oxfam, Penny Lawrence, si è dimessa dopo lo scandalo sessuale che ha colpito l'Ong. La Lawrence si è assunta "piena responsabilità" per il comportamento dello staff nel corso delle crisi umanitarie in Ciad e ad Haiti. Ha inoltre ammesso che Oxfam non è riuscita ad agire in modo adeguato nelle due vicende venute alla luce dopo le rivelazioni della stampa britannica.

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