Il settore turistico si schiera con l'Ue: “Governi seguano il piano di Bruxelles”

Crollo verticale del numero di viaggi aerei del 73% nelle prime due settimane di settembre, dopo il -65% di agosto. Sconforto tra gli operatori del settore, alle prese con regole diverse in barba al coordinamento tra Paesi Ue

Basta con le restrizioni a macchia di leopardo, sì alle regole coordinate a livello Ue. La richiesta arriva dai rappresentanti del settore turistico Ue gravemente colpito dal coronavirus e dagli effetti di normative che variano da Stato a Stato in barba ai meccanismi di coordinamento europeo. Da qui l’appello delle imprese del comparto ai vertici Ue affinché questi convincano gli esecutivi nazionali a porre fine a regole differenziate in materia di quarantena.

“Questa situazione caotica richiede il tuo coinvolgimento personale immediato”, si legge nella lettera indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. A sottoscrivere la richiesta d’aiuto, riportata dall’agenzia Reuters, sono oltre 20 gruppi industriali del settore, tra cui la IATA (International Air Transport Association). L'appello è arrivato assieme ai dati sulle attività aeroportuali che hanno indicato un crollo verticale del traffico aereo, con un numero di passeggeri in calo del 73% nelle prime due settimane di settembre, dopo un calo del 65% ad agosto.

La richiesta delle imprese non va però intesa come un ‘liberi tutti’ nel traffico turistico interno all’Ue. Quel che vogliono gli operatori è un approccio preventivo fatto di restrizioni e test coordinati in tutta l’Unione, alla luce del piano presentato di recente. L'esecutivo Ue questo mese ha infatti proposto un sistema comune 'a semaforo' progettato per coordinare le restrizioni di viaggio tra gli Stati membri e archiviare il mosaico di regole e regimi di quarantena accusati del nuovo crollo dei viaggi.

Ma con la recente impennata di casi di Covid-19 in diversi Paesi, i Governi sono riluttanti ad abbandonare restrizioni e quarantene più intransigenti sui vicini europei già alle prese con la seconda ondata. Una vera condanna per il comparto turistico, che considera sproporzionati i provvedimenti presi rispetto ai rischi di viaggio all'interno di un continente in cui la trasmissione è già diffusa.

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“Vi esortiamo quindi a rendere questo problema una priorità assoluta”, si legge ancora negli stralci della lettera pubblicati. “È in gioco la ripresa dell'Europa e delle economie europee”, sottolineano i firmatari. Giovedì il Parlamento europeo ha esortato gli Stati membri ad adottare metodologie comuni nella loro lotta contro la pandemia, in vista della riunione del 22 settembre dei ministri degli Affari europei che affronterà il tema dei controlli di frontiera.

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