Martedì, 16 Luglio 2024
Lo scandalo / Francia

La setta mistico-erotica nascosta nel cuore della Chiesa cattolica

Un'inchiesta ha rivelato gli abusi sessuali e spirituali commessi su almeno 25 donne dal fondatore di una federazione di associazioni che accoglie persone con disabilità intellettiva, e da due frati

Una setta nel cuore della chiesa cattolica francese, che professava credenze e pratiche mistico-erotiche allo scopo di abusare sessualmente dei suoi membri. La storia è stata portata alla luce da un'inchiesta che ha rivelato una storia "difficilmente credibile su alcuni punti" e "ancora più sconcertante di quanto si potesse immaginare". Gli autori dell'indagine indipendente puntano il dito contro l'ormai scomparso Jean Vanier, fondatore dell'Arche, una federazione di associazioni che accoglie persone con disabilità intellettiva in 38 Paesi, e contro i frati domenicani Marie-Dominique e Thomas Philippe.

Tutto avrebbe avuto inizio nel febbraio del 2020 quando L'Arche ha pubblicato un rapporto interno condotto da un organismo indipendente, in cui si affermava che Vanier, morto nel 2019 e che negli ultimi anni della sua vita era considerato un "santo vivente", avrebbe avuto relazioni sessuali con sei donne adulte (e non disabili), alcune delle quali vulnerabili, "generalmente nel contesto di un accompagnamento spirituale", lasciando in alcune di loro "profonde ferite".

In quell'occasione erano state pubblicate diverse testimonianze accusatorie, ma che provenivano solo dalle vittime. L'Arche International ha quindi incaricato sei specialisti, tra cui lo storico Florian Michel, di fare completa luce sulla vicenda, e a tale scopo ha aperto i suoi archivi e quelli dell'ordine domenicano per provare a stabilire la verità.

Questa settimana la commissione ha reso note le sue conclusioni. "Abuso sessuale, delirio collettivo, corruzione teologica di nozioni al centro del cristianesimo, deviazione spirituale, manipolazione, rappresentazioni incestuose del rapporto tra Gesù e Maria. Il dossier è pesante", ha osservato Michel.

"Le situazioni, i gesti e gli atti sono eterogenei. Alcuni atti di aggressione o abuso sessuale sono avvenuti nel contesto di una relazione di controllo, altri no, ma fanno parte di un continuum di violenza sessuale caratterizzato dall'esperienza del controllo, dall'abuso di autorità e, più in generale, dalla confusione della sfera spirituale, emotiva e sessuale", si legge nel documento conclusivo.

Il rapporto, lungo 900 pagine, afferma che 25 donne maggiorenni non disabili sono state identificate come "vittime di una relazione abusiva o partner consenzienti in una relazione trasgressiva" con Vanier tra il 1952 e il 2019. "Questo numero è inferiore al numero effettivo di donne coinvolte", spiega il rapporto. Gli abusi erano principalmente circoscritti alla Francia, ma la commissione ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni in altri Stati, tra cui Canada (Paese natale di Vanier) e India.

Per quanto riguarda Thomas Philippe, "l'esplorazione del materiale investigativo ha permesso di identificare ventitré persone, uomini e donne, abusate sessualmente, parte delle quali si sovrappone alla cifra di 33 vittime già identificate a Roma dal Sant'Uffizio negli anni '50 (allora aveva subito una sanzione canonica, ndr)", si legge nel documento visionato da La Croix.

Ma come nel caso del fondatore dell'Arche, con tutta probabilità "i numeri citati sono molto inferiori al numero di persone realmente abusate". Sulla base di lettere "intime" tra Jean Vanier e Thomas Philippe, l'analisi dei sei esperti evidenzia la deriva dei loro legami: si passa da una "filiazione spirituale" a una "iniziazione di Jean Vanier alle pratiche mistico-sessuali del suo padre spirituale". Quest'ultimo, riferisce la commissione di esperti, "ha detto che nel 1938 a Roma aveva vissuto un'unione mistico-sessuale con la Vergine Maria, che gli aveva rivelato un 'segreto': Gesù e Maria avevano avuto rapporti mistico-sessuali con lo scopo di riabilitare la carne e inaugurare i rapporti mistico-amorosi che si vivranno nel Regno".

"Una suora che fu abusata nei primi anni '50 testimonia che egli sosteneva che le carezze avevano la funzione di transustanziare il suo corpo femminile in quello di Maria, equiparando così questi scambi sessuali a un sacramento", si legge nel documento. "La stessa donna continua dicendo che egli cercò di giustificare questo modello incestuoso affermando che non esisteva una linea di demarcazione tra l'amore materno e l'amore coniugale, che esisteva l'amore in assoluto, che richiedeva una libertà totale", continua il rapporto.

Gli esperti parlano di "delirio" e "follia erotica". Un commissario del Vaticano annotò nel 1955 di essere stato "informato di un aborto avvenuto nel 1947, al quale fu dato un significato 'mistico', con una venerazione del feto morto come qualcosa di sacro, legato al 'segreto della Santa Vergine'". Il bambino abortito era il frutto di una relazione sessuale tra Thomas Philippe e Anne de R. l'ex priora del convento carmelitano di Nogent-sur-Marne, la quale ha confermato i fatti e riconosciuto il suo coinvolgimento.

Lo storico Tangi Cavalin pubblicherà a febbraio un'altra inchiesta che svelerà come i frati domenicani Thomas Philippe e Marie-Dominique siano riusciti a perpetrare sistemi di abusi spirituali e violenze sessuali per decenni. Il libro esplorerà il meccanismo che ha permesso ai due uomini di continuare i loro abusi nonostante le loro condanne da parte di Roma e di fondare una nebulosa settaria di iniziati.

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