Al via l'ID europeo: meno burocrazia per imprese e cittadini tra un Paese e l'altro

Parte il 29 settembre la legislazione Ue sull'identificazione elettronica: consentirà di accedere ai servizi online all'estero senza più lungaggini

Cadono (almeno in parte) i muri della burocrazia per chi lavora o viaggia tra un Paese e l'altro dell'Unione europea. A partire dal 29 settembre, infatti, entrerà in vigore la legislazione europea sull'identificazione elettronica. Consentirà il riconoscimento transfrontaliero degli ID elettronici (eID) e consentirà ai cittadini e alle imprese dell'Ue di accedere ai servizi online anche se provengono da un altro Stato membro.

Ciò include la possibilità di presentare dichiarazioni dei redditi online, creare da remoto un conto bancario o una società, iscriversi alle scuole e accedere alle cartelle cliniche personali online, garantendo allo stesso tempo i più alti standard per la protezione dei dati personali. A partire da domani, i paesi dell'Ue saranno legalmente obbligati a riconoscere i sistemi nazionali di identificazione elettronica da altri paesi dell'Ue, che hanno già notificato e rispettato il regolamento eIDAS.

L'uso degli eID transfrontalieri può far risparmiare alle imprese e alle amministrazioni europee oltre 11 miliardi di euro all'anno, stima la Commissione. L'eID è inoltre essenziale per l'applicazione transfrontaliera del principio "una sola volta", riducendo in modo significativo l'onere amministrativo per tutti, in quanto non sarebbe necessario inviare le stesse informazioni alle amministrazioni pubbliche più di una volta.

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Germania, Italia, Lussemburgo e Spagna sono gli Stati membri che hanno finora completato la procedura di notifica. La Croazia e l'Estonia dovrebbero essere le prossime a comunicare ufficialmente i loro eID. Più recentemente, Belgio, Portogallo e Regno Unito si sono fatti avanti e hanno avviato la procedura di pre-notifica. Nell'agosto 2018, l'Italia ha notificato il primo sistema di eID per il settore privato.

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