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La Serbia paga i cittadini che si fanno vaccinare

L'iniziativa, prima al mondo nel suo genere, prevede di ricompensare i più "responsabili" con l'obiettivo di raggiungere una copertura del 55 per cento di vaccinati entro fine maggio. Il premier: "Egoista e irresponsable chi non fa l'iniezione"

La Serbia ha pensato ad un escamotage per incentivare sempre di più la popolazione a vaccinarsi contro il coronavirus. Il governo di Belgrado ha promesso di pagare tutti coloro che accetteranno di sottoporsi all'iniezione. Il presidente Aleksander Vucic ha affermato che l'iniziativa è stata pensata per "ricompensare i cittadini più responsabili", chiamando "egoisti e irresponsabili" quelli che non si vaccinano.

L'iniziativa governativa prevede che tutti i serbi di età superiore ai 16 anni che riceveranno una o due dosi entro il 13 maggio saranno ricompensati con un pagamento una tantum di 3mila dinari, quindi 25 euro. UNa cifra non altissima ma che corrisponde comunque al cinque per cento di uno stipendio medio della nazione. "Volevamo dare un premio a tutte le persone che si sono dimostrate responsabili, quindi abbiamo deciso di concedere loro un sostegno finanziario" ha spiegato Vucic. Come riporta Euronews, l'iniziativa del governo, che mira a rilanciare la campagna di immunizzazione della Serbia in periodo in cui la popolazione ha smesso di preoccuparsi del coronavirus, diventando più scettica, è ritenuta la prima al mondo nel suo genere. Questo perchè in altre nazioni sono state le aziende ad offrire incentivi ai propri dipendenti per la vaccinazione, non il governo.

Il Paese però non ha previsto sanzioni o restrizioni per coloro che decideranno di non vaccinarsi. In questo senso l'unica limitazione sarà per i dipendenti del settore pubblico che vogliono rinunciare alle dosi. A questi ultimi, nel caso in cui dovessero ammalarsi di coronavirus, non saranno concessi giorni di malattia. La speranza di Vucic è quella di portare il Paese a una copertura di vaccinati del 55 per cento con almeno una dose entro la fine di maggio. Addirittura il presidente serbo sta cercando di allargare la campagna vaccinale anche agli Stati della regione balcanica, dopo averli invitati a Belgrado a ricevere le dosi. La Serbia, dove al momento circa il 22 per cento dei sette milioni di abitanti della nazione ha ricevuto due iniezioni, ha acquistato milioni di dosi di vaccini, inclusi il russo Sputnik V e il cinese Sinopharm che non sono ancora stati approvati nell'Ue. 

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