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Domenica, 28 Novembre 2021
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I separatisti baschi condannano le violenze dell'Eta: “Morti che non sarebbero dovute avvenire”

L’ammissione di Arnaldo Otegi, ex militante dell’organizzazione armata che ha abbandonato la lotta violenta dieci anni fa. Ma i popolari lo attaccano: “Rimani un terrorista”

I separatisti baschi hanno riconosciuto per la prima volta “il dolore” causato alle vittime dell’Eta, l’organizzazione armata indipendentista basca ritenuta responsabile della morte di oltre 800 persone. Mentre la Spagna ricorda il decimo anniversario dalla decisione dell’Eta di abbandonare la lotta armata, la storica ammissione è arrivata da parte di Arnaldo Otegi e Arkaitz Rodriguez, fra i principali esponenti della sinistra separatista basca, in un messaggio pubblico pronunciato a San Sebastian poche ore prima della ricorrenza.

“Procedere verso una pace giusta e durevole necessita il riconoscimento e la riparazione verso tutte le vittime”, ha dichiarato Otegi due giorni fa. “Non dimentichiamo nessuna di loro, specialmente le vittime provocate dall’Eta” e “vogliamo trasmettere la nostra pena e il nostro dolore per la sofferenza che hanno patito”, ha aggiunto l’indipendentista basco esprimendosi in spagnolo, anche questa una scelta da non sottovalutare. “Con tutto il nostro cuore vogliamo dire che siamo profondamente addolorati per la loro sofferenza”, ha sottolineato il segretario generale di Euskal Herria Bildu, la coalizione di forze separatiste basche.

“Tutto ciò non sarebbe dovuto succedere... purtroppo non è possibile tornare indietro, nulla di quanto possiamo dire potrà rimediare il torto causato, ma siamo convinti che possiamo mitigarlo con il rispetto, la considerazione e la memoria”, ha aggiunto il leader basco nonché ex militante dell’Eta.

Come fanno notare i media locali e internazionali, si tratta della prima volta che la sinistra ‘abertzale’, espressione del patriottismo basco, esprime dolore per le oltre 800 vittime dell'Eta. Il passo è stato salutato con prudenza dai socialisti spagnoli. L'ex capo del governo basco, Patxi Lopex, segretario di Memoria Democratica del Psoe, ha sottolineato che le dichiarazioni di Otegi rappresentano "una specie di ammenda". Molto duro il leader dell'opposizione, il segretario del Partito popolare Pablo Casado, secondo il quale Otegi "non è un uomo di pace, ma un terrorista".

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