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© European Union , 2015

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Senza Londra l'Italia rischia di perdere tra i 12 ed i 42 miliardi di fondi strutturali

Primi studi sulle opzioni del primo bilancio Ue post-Brexit. Tre ipotesi sul tavolo, da un lieve aumento dei fondi alla loro perdita complessiva. I negoziati iniziano adesso.

Sono semplici simulazioni, ma di quelle che fanno male. Secondo i documenti di lavoro preparati dalla Commissione Ue in vista del prossimo negoziato sul bilancio pluriennale 2021-2028 per un'Europa unita orfana di Londra, e quindi con meno soldi in cassa, il Belpaese rischia di perdere tra i 12 ed i 42 miliardi di fondi strutturali. Siamo solo all'inizio della procedura di definizione del primo bilancio post-Brexit, in sostanza ancora alla fase di studio, ma i segnali non sono sicuramente incoraggianti: la cinghia rischia di stringersi e di molto per l'Italia. 

I conti senza Londra

I conti. Con la Brexit verranno meno tra i 12 ed i 15 miliardi di euro all'anno, un vuoto a cui si sommano altre voci da finanziare, come i progetti e gli interventi legati alla crisi migratoria, un doppio effetto che porterà inevitabilmente dei tagli, soprattutto dove più si spende, ossia nella politica di coesione (fondi strutturali, fondi di coesione, programma di sviluppo rurale).

Tre ipotesi sul tavolo: da un lieve aumento dei fondi, alla loro perdita completa

Per far fronte a questa nuova situazione, la Commissione ha invitato le sue Direzioni Generali a ipotizzare un bilancio sulla base di 3 ipotesi: "congelamento" della situazione attuale (che, tenuto conto dell'inflazione, comporterebbe un aumento del bilancio del 15% rispetto al 2011); un taglio del 15% dei fondi (-26% rispetto al 2011); e una sforbiciata del 30% (-39% rispetto al 2011).

Secondo gli esperti della Dg Politiche regionali, paradossalmente col "congelamento" dei fondi potrebbe persino arrivare qualche soldo in più per le regioni del Nord Italia, grazie alla modifica di un parametro tecnico per le assegnazioni. Un taglio del 15% comporterebbe invece la perdita di circa 12 miliardi di fondi per il Centro-Nord, mentre il 30% in meno, per l'Italia, equivarrebbe alla perdita dell'intero pacchetto dei fondi strutturali, un taglio, appunto, di 42 miliardi.

Via ai primi contatti informali

Con questi studi sul tavolo, i negoziati iniziano, informalmente, proprio in questi giorni, con un primo confronto tra il commissario Ue incaricato, il tedesco Gunther Ottinger, ed i ministri dei 27. 
 

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