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Sabato, 22 Gennaio 2022
La mobilitazione / Francia

In Francia sciopero degli insegnanti contro i protocolli Covid

Massiccia mobilitazione nel Paese. I professori contestano il ministero dell'Istruzione

Per il governo si tratta di meno di un terzo degli insegnati, per i sindacati almeno il doppio. Quale che sia la reale entità dell'adesione, è certo che nelle scuole francesi è forte il malcontento nei confronti della gestione della pandemia da parte del governo e del presidente Emmanuel Macron. Giovedì, 11 sindacati di categoria su 13 hanno indetto uno sciopero per contestare i protocolli imposti dal ministro dell'Istruzione Jean-Michel Blanquer.

Secondo tali protocolli, varati a ridosso del ritorno in aula dopo le vacanze natalizie, se uno studente sotto i 12 anni viene contagiato, tutti gli altri compagni devono effettuare tre autotest (consegnati gratuitamente in farmacia su presentazione di una lettera della scuola) nel giro di 5 giorni. Secondo i sindacati, questo metodo non contrasterà efficacemente la diffusione del virus a scuola, mettendo a rischio la salute di tutti, in particolare degli insegnanti. Da qui lo sciopero, con gli insegnanti che chiedono di fermare le lezioni in presenza in attesa di un nuovo e, a loro giudizio, più sicuro protocollo. 

"C'è troppa discrepanza tra i vincoli dati e la realtà sul campo, tutti sono esausti", dice Patrick Roumagnac, uno dei leader della protesta. Secondo i sindacati, almeno la metà delle scuole del Paese è rimasta chiusa. Per il ministero dell'Istruzione, l'adesione degli insegnanti è stata invece del 31%. A ogni modo, si tratta di una delle mobilitazioni del mondo della scuola più partecipate della storia recente francese. L'ultima grande sciopero del settore risale al 2003, quando due insegnanti su tre scesero in piazza contro la riforma delle pensioni dell'allora ministro François Fillon.

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