Sabato, 16 Ottobre 2021
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"Le scuole restino aperte, basta interruzioni. Un altro stop all'insegnamento sarebbe catastrofico"

La richiesta di Oms e Unicef ai governi europei in vista dell’anno scolastico 2021/22

Anche se la pandemia non è ancora finita, i governi europei devono fare il possibile per tenere le scuole aperte a bambini e studenti, “le vittime silenziose della pandemia”, nell’anno scolastico che sta per cominciare. Un impegno da prendere non solo perché i luoghi di insegnamento e gioco sono “il cuore delle nostre comunità”, ma soprattutto in quanto “i bambini e i giovani non possono rischiare di subire un altro anno di apprendimento interrotto”. L’appello arriva da Hans Kluge e Philippe Cori, alla guida rispettivamente dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Unicef per il continente europeo. 

“Chiediamo a tutti i Paesi di mantenere aperti gli istituti ed esortiamo tutte le scuole a mettere in atto misure per ridurre al minimo il rischio di Covid-19 e la diffusione delle varianti”, si legge nel comunicato congiunto firmato dai due rappresentanti delle organizzazioni a tutela della salute e dei diritti dei bambini. Quando le scuole chiudono, come accaduto in oltre quaranta Paesi del continente europeo durante la crisi pandemica, “i bambini perdono l'apprendimento e lo stare con i loro amici e possono essere esposti alla violenza in casa”. “Dobbiamo assicurarci - è l’appello di Oms e Unicef - che le scuole riaprano e che restino aperte in sicurezza”. 

“La pandemia ha causato la più catastrofica interruzione dell'istruzione nella storia”, ha affermato il medico belga Hans Kluge, direttore dell’Oms in Europa. E per questo motivo “è fondamentale che l'apprendimento in classe ora continui senza interruzioni”. 

Quanto ai metodi per raggiungere tale obiettivo, l’esperto ha pochi dubbi. “La vaccinazione - ha affermato - è la nostra migliore arma di difesa contro il virus” e per questo le due organizzazioni chiedono ai sistemi sanitari nazionali di mettere gli insegnanti e altro personale scolastico in cima ai loro programmi di vaccinazione, aggiungendo che anche tutti i bambini di età pari o superiore a 12 anni con particolari condizioni di salute pregresse. Infine, occorre “continuare a seguire le misure di salute pubblica e sociali ora sappiamo che funzionano”, a partire da “test, sequenziamento, tracciamento, isolamento e quarantena”, ha concluso Kluge.

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