Coronavirus, ecco i Paesi europei dove le scuole sono già ripartite

In Italia, la ministra Azzolina ha fissato per il 14 settembre il ritorno sui banchi degli studenti. Dal Belgio alla Germania la riapertura degli istituti era già avvenuta prima delle vacanze

Foto Ansa EPA/CHRISTIAN BRUNA

Il coronavirus ha cambiato radicalmente le nostre vite e ha sconvolto quelle dei nostri bambini che si sono trovati a doversi confrontare con dei cambiamenti della loro quotidianità che non sempre comprendevano. Il tema delle riaperture delle scuole è stato uno dei più discussi in Italia e ora finalmente la ministra la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha firmato l'ordinanza che stabilisce la data d'avvio dell'anno scolastico 2020/21, fissata al 14 settembre.

Ma se nel nostro Paese si è scelta la prudenza massima e la chiusura di tutti i plessi, gli altri paesi europei hanno da tempo fatto tornare i loro figli a scuola, anche se in modalità spesso differenti. Alcuni, come la Svezia, non hanno mai chiuso gli istituti e tanti altri, come Belgio, Olanda, hanno sempre tenuto le materne aperte per tutti i figli dei lavoratori "essenziali" come medici e agenti di polizia. Il rapporto “Misure per la riapertura delle strutture per l’educazione e cura della prima infanzia nell’emergenza Covid 19 in alcuni Paesi europei”, dell'Indire (Istituto nazionale documentazione innovazione e ricerca educativa) ha fatto un riassunto della situazione in diversi Stati europei prendendo in considerazione le strutture dedicate ai bambini da 0 a 6 anni. Ecco come hanno gestito la riapertura.

Belgio

In Belgio i più piccoli sono tornati a scuola a inizio giugno. Per loro nessun social distancing, che era previsto solo per i membri del personale della scuola, e nessuna mascherina. Le autorità del Paese ritengono che tra i bambini la possibilità di contagio, e il rischio, siano bassissimi. Si richiedeva di lavare le mani spesso e si vietavano i pasti nei refettori per ridurre i contatti tra alunni di diverse classi. L'accesso ai bagni è stato controllato in modo da evitare assembramenti

Francia

In Francia le scuole materne, elementari e i collèges hanno riaperto per tutti gli alunni, in maniera obbligatoria, a partire dal 22 giugno fino alle vacanze estive (4 luglio). Nella scuola materna, tra gli alunni di una stessa classe o di uno stesso gruppo, non è stata applicata nessuna regola di distanziamento, sia negli spazi chiusi che aperti. La distanza fisica doveva essere mantenuta però tra alunni di gruppi diversi.

Germania

Le misure sono state diverse nei vari laender ma in generale a partire dall’11 maggio c’è stata la possibilità di riaprire in maniera graduale e flessibile i centri di educazione e cura della prima infanzia. Prima la riapertura degli asili e delle materne prima possibile solo sotto forma di “servizio di emergenza” per alcuni bambini, i cui genitori lavoravano in determinati settori (quello sanitario per esempio) e di categorie limitate di professionisti. Dal 27 aprile, il servizio era stato progressivamente allargato ad altre categorie.

Spagna

In Spagna le materne hanno riaperto dal 25 maggio ma solo per i bambini i cui genitori o tutori non potevano lavorare da casa e dovevano andare in loco e senza possibilità di beneficiare di alcun tipo di misure di flessibilità. Tra le regole da seguire, la ventilazione effettuata quotidianamente e per almeno cinque minuti, l’accesso uno alla volta ai bagni (tranne quando è necessaria assistenza) e la pulizia delle mani almeno sei volte al giorno.

Portogallo

Portogallo asili, materne e doposcuola hanno riaperto il primo giugno. È stato disposto l'uso obbligatorio delle mascherine negli spazi chiusi e nelle scuole questo vale per gli alunni, ad eccezione dei bambini fino a sei anni, gli insegnanti e il personale non docente. Si mantengono le raccomandazioni relative all'igiene delle mani e all'igiene delle vie respiratorie e alle precauzioni in caso di tosse, nonché la distanza fisica di due metri.

Polonia

In Polonia la riapertura è avvenuta il sei maggio ma con distanza tra i bambini, maggiori turni di pulizie, senza personale con più di 60 anni o di categorie vulnerabili, nessun accesso alle strutture da parte di persone esterne, se non quando estremamente necessario, e il divieto di accesso a bambini cn sintomi o i cui genitori o fratelli sono stati contagiati.

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Norvegia

In Norvegia gli asili hanno riaperto già il 20 aprile ma è stato chiesto di organizzare le lezioni in gruppi più ristretti, e magari all'aperto quando possibile, per garantire la distanza sociale, organizzare gli intervalli in momenti diversi e aiutare gli alunni a mantenere la distanza gli uni dagli altri, limitare la condivisione delle attrezzature scolastiche ma anche il più possibile l'uso dei mezzi pubblici da e per la scuola.

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