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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Il villaggio "ammazza giudei" cambia nome, ma compaiono scritte antisemite

"Fuori gli ebrei", "Torquemada era un camerata" e altri insulti sono stati scritti sui muri del borgo un tempo denominato Castrillo Matajudíos. Il sindaco: "Attacco codardo"

L'antisemitismo continua a perseguitare il villaggio Castrillo Mota de Judíos, “Campo della collina dei giudei”, che si trova nella Spagna del nord, tra Valladolid e Bilbao, e ospita qualche decina di anime. Nel 2014, il sindaco Lorenzo Rodríguez aveva indetto un referendum per cambiare il nome del paese da Castrillo Matajudíos, che significa “Campo ammazza giudei”, alla sua versione attuale, cambio che poi è stato approvato dal governo regionale nel giugno 2015.

Ma recentemente la cittadina è stata riempita di scritte recanti insulti antisemiti, rivendicando la vecchia denominazione, con alcune minacce che sono state dirette al sindaco, accusato di essersi “svenduto all’assassino ebreo”, mentre altre scritte inneggiavano all’espulsione degli ebrei durante l’Inquisizione spagnola. Una delle scritte ha definito Tomás de Torquemada, il primo grande inquisitore, un “camerata”. Alcuni graffiti recitavano la frase “Juden Raus”, che in tedesco significa “fuori gli ebrei”. Anche i muri del centro sefardita per la memoria, al momento in costruzione, sono stati imbrattati: la Federazione delle comunità ebree in Spagna ha deplorato questi fatti, definendoli inaccettabili e rimarcando che “sottolineano il pericolo delle ideologie che hanno guidato l’Europa al disastro”.

Da parte sua, il sindaco ha definito i gesti “codardi, violenti, intolleranti e vili”, considerandoli “un affronto diretto alla democrazia, alle idee e la libertà individuale e collettiva di un popolo”. Il primo cittadini ha anche aggiunto che tutto ciò “non ci impedirà di continuare a lavorare per il popolo, i vicini e per la cultura passata che ha forgiato il nostro presente”. “Gli intolleranti non hanno posto” a Castrillo Mota de Judíos, ha scritto su Twitter. E ha aggiunto che la costruzione del centro sefardita procederà come da programma, con l’inaugurazione pianificata per il prossimo anno.

Stando ai documenti disponibili, il nome originale del villaggio risalente a secoli fa era l'attuale, Castrillo Mota de Judíos, ma questo fu cambiato in Castrillo Matajudíos nel 1627. Secondo gli storici, il cambio si dovette ai residenti ebrei convertiti al cattolicesimo, che avrebbero voluto convincere le autorità centrali della propria lealtà alla corona spagnola. Alcuni ritengono, più semplicemente, che si trattò di un banale errore di scrittura: la differenza tra “mota” (collina) e “mata” (ammazzare) è proprio tra due vocali graficamente simili. Infine, un’altra spiegazione è che il termine “mata” sia stato mal interpretato: infatti, non si riferisce solo all’atto di uccidere qualcuno ma può anche significare un boschetto, come ce ne potevano essere in cima alla collina su cui sorge il borgo o lungo i suoi pendii.

Nel sudest della Spagna esiste anche un’altra città chiamata Valle de Matamoros, letteralmente “valle degli uccisori di mori” (moro era un sinonimo di musulmano). Ma l’amministrazione non ha piani per cambiare il nome, il quale è anche un cognome comune nel Paese e un appellativo talvolta aggiunto al santo patrono spagnolo: Santiago Matamoros.

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