Corsa agli armamenti, nuovo scontro tra Usa e Russia al tavolo Onu

Putin promette "risposte simmetriche" a test missilistico statunitense che porta Washington dal Trattato Inf sulle armi nucleari a raggio intermedio

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha promesso “risposte simmetriche” in seguito al primo test americano di un missile vietato dal Trattato Inf sulle forze nucleari a raggio intermedio. Dopo l’uscita unilaterale dal trattato da parte degli Stati Uniti, la Casa Bianca ha autorizzato il lancio di un missile Tomahawk capace, a quanto riferisce Forbes, “di colpire obiettivi a mille miglia di distanza con una testata da mezza tonnellata”. 

La Russia risponde

"Ho ordinato che venga analizzato il livello di minaccia al nostro Paese", ha reagito Putin, assicurando inoltre che "saranno preparate misure esaustive per una risposta simmetrica". Il leader del Cremlino, allo stesso tempo, ha ribadito che la Russia non intende impegnarsi in una corsa agli armamenti, ma ha avvertito che garantirà la propria sicurezza nazionale

Accuse reciproche

Lo scontro è andato in scena al tavolo del Consiglio di sicurezza Onu, convocato proprio su richiesta di Mosca a seguito dei test missilistici statunitensi del 18 agosto. Attraverso i loro ambasciatori, i due Paesi si sono accusati a vicenda di voler tornare alla corsa agli armamenti nucleari. Mosca si è detta pronta ad avviare un dialogo sul controllo degli armamenti, ma Washington ha rivendicato il proprio diritto di sviluppare nuovi sistemi d'armi convenzionali. I rappresentanti di Donald Trump hanno infine accusato Russia e Cina di “continuare ad accumulare armi”.

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