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Martedì, 30 Maggio 2023
Cosa sta succedendo / Francia

Non solo pensioni, la Francia "brucia": manifestante in fin di vita

Una battaglia che va avanti da anni per la costruzione di un mega bacino per la raccolta idrica nell'est del Paese diventa il nuovo fronte di scontro fra manifestanti e polizia

Non solo pensioni. Lotta tra la vita e la morte uno dei manifestanti rimasti feriti sabato negli scontri con la polizia durante le proteste a Sainte-Soline, nella Francia centrale, contro la costruzione di un mega bacino idrico molto discusso. Lo ha riferito la procura di Poitiers, secondo cui il 30enne ha subito un trauma cranio encefalico ed è gravissimo. Altri due manifestanti, una donna di 19 anni, che ha subito un trauma facciale, e un uomo di 27, con un piede rotto, erano stati immediatamente ricoverati in ospedale. Negli scontri sono rimasti feriti anche 29 gendarmi, di cui due in modo grave.

La battaglia contro il mega bacino

Si tratta di una battaglia che va avanti da anni per la costruzione di un mega bacino per la raccolta idrica nell'est del Paese, e che diventa il nuovo fronte di scontro fra manifestanti e polizia.

A Sainte-Soline si erano riuniti migliaia di manifestanti ecologisti, gli organizzatori dicono 25mila. Siamo nel dipartimento delle Deux-Sèvres nella regione della Nuova Aquitania, nell'Ovest del Paese. Il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin, ha sottolineato su Twitter  "la violenza contro i nostri gendarmi da parte dell'estrema sinistra a Sainte-Soline: indicibile, insopportabile. Nessuno dovrebbe tollerarlo''. 

La Francia "brucia" da settimane, la protesta più ampia è quella contro la riforma delle pensioni che alza l'età da 62 a 64 anni. "Mentre il Paese si solleva per difendere le pensioni, noi contemporaneamente manifestiamo per difendere l'acqua", affermano gli organizzatori delle proteste ecologiste, secondo quanto riporta il quotidiano Liberation

I bacini idrici della discordia

La protesta è rivolta contro i mega-bacini non è nuova. A Sainte-Soline  come nella maggior parte degli altri territori interessati va avanti  fin dal febbraio 2017, data di inizio dell'inchiesta pubblica relativa alla creazione di 16 bacini, per un totale di sei milioni di metri cubi, detti di  "sostituzione" e dedicati all'irrigazione nel bacino delle zone del Sèvre Niortaise e del Mignon. 

Il progetto dei bacini prevede lo scavo di crateri che si estendono su 16 ettari di terre, all’interno verranno sistemati dei teli in plastica che dovrebbero fungere da vasche all'interno delle quali arriverà l'acqua direttamente dalle falde acquifere per poterla stoccare nel bacino e per poi irrigare nella stagioni senza precipitazioni. Chi prfotesta sottolinea che si tratta di un progetto emergenziale a breve termine e quest'acqua servirebbe a una minoranza di agricoltori che lavorano nell’ambito dell'agroindustria e che producono mais per allevamento. Dunque un'agricoltura intensiva che causerebbe nel tempo ulteriore erosione di terra e nuova cementificazione.

Da anni gli ecologisti hanno raccolto anche successi in tribunale contro la costruzione dei mega bacini da parte di cooperative di agricoltori, che vogliono sfruttare le risorse idriche sempre più carenti per i loro terreni e ne fanno una condizione di sopravvivenza di fronte alla siccità, mentre gli oppositori parlano di "accaparramento" idrico dell'agroindustria che aggraverebbe il cambiamento climatico.

La polemica sulle violenze della polizia a Parigi

Nella capitale Parigi, intanto, in attesa della decima giornata di mobilitazione contro la riforma delle pensioni già dichiarata dai sindacati per domani, la polemica sulle violenze della polizia non accenna a diminuire. Una registrazione di un dialogo fra poliziotti della brigata speciale BRAV-M, diffusa da Le Monde e finita ovunque sul web, rivela le parole minacciose, gli insulti, anche a sfondo razzista, degli agenti nei confronti di manifestanti fermati: "La prossima volta non salirai su un'auto per andare in commissariato, ma in un'ambulanza", grida un agente a un ragazzo fermato in un gruppo di 7. Si sentono rumori di botte e schiaffi: "Ne vuoi una sull'altra mascella?". "Spero che domani in tribunale ti diano 6 mesi e l'obbligo di lasciare il territorio", grida un altro a un ragazzo del Ciad. Un'inchiesta interna è stata ordinata dal prefetto di Parigi, Laurent Nunez.

Non mancano anche accuse ai manifestanti, che il ministro dell'Interno Darmanin sostiene utilizzino ormai armi di ogni tipo, acidi, mortai, con l'obiettivo di colpire in ogni modo le forze dell'ordine.

Per le minacce e i danni a uffici e case di esponenti del governo e della maggioranza che difendono la riforma, partono le inchieste: sui social è spuntata anche una lettera minatoria ad Aurore Bergé, leader di Renaissance, il partito macroniano. Minacce a lei e alla figlia neonata di 4 mesi: "E' così piccola, non potrà scappare...".

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