Domenica, 26 Settembre 2021
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“Sci e cene di Natale? Governi agiscano anche su depressione e suicidi”, il monito dell’Ue

Nel testo varato oggi sulle misure invernali, Bruxelles mette l'accento anche sul fenomeno della "stanchezza pandemica" capace di provocare stress eccessivo, abuso alcol e droghe e persino suicidi

L’approccio adottato oggi dalla Commissione europea nella sue raccomandazioni agli Stati membri in vista dell’inverno e delle feste natalizie lascia poco spazio alle interpretazioni. Che si parli di “sci o di turismo invernale”, nessuna deroga andrebbe applicata alle vacanze di fine anno perché “fintanto che non c’è vaccino efficace e sicuro gli Stati devono ancora sforzarsi per mitigare la pandemia”. Lo ha detto la commissaria alla Salute, la cipriota Stella Kyriakides, nel corso della conferenza stampa di presentazione del testo Ue. Nessuna eccezione viene fatta neanche sulle messe di mezzanotte, con l’invito agli Stati Ue a “evitare funzioni di grandi dimensioni” con l’ausilio di “trasmissioni online, TV o radio”. “Da vietare” sono anche “i canti in coro” perché “l'uso delle mascherine è particolarmente rilevante durante questo tipo di incontri”, si legge nel documento Ue. Che affronta anche un aspetto finora trascurato dall’agenda politica e forse anche per questo meno trattato sulle prime pagine dei giornali: quello della salute mentale degli europei.

Il fenomeno della stanchezza pandemica

La recrudescenza di Covid-19 dell’autunno quasi terminato “ha portato inevitabilmente delusione agli europei che hanno dovuto affrontare le restrizioni che pensavano di essersi lasciati alle spalle”, si legge nel testo. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima infatti che circa il 60% dei Paesi europei stia attualmente affrontando una forma di “stanchezza pandemica”. “Le persone sono stanche di intraprendere le necessarie azioni precauzionali, tra cui l'allontanamento fisico, le interazioni sociali ridotte e le restrizioni economiche”, ammette la Commissione. “Ciò rende le restrizioni essenziali più difficili da attuare e fornisce un terreno fertile per la disinformazione sulla pandemia”, si avverte nel documento.

I più vulnerabili

È importante, avverte Bruxelles “che gli Stati membri affrontino e riconoscano questo problema” che rappresenta “una risposta attesa e naturale a una prolungata crisi di salute pubblica”. Ma oltre alla stanchezza pandemica, l'impatto della crisi sanitaria sulla salute mentale delle popolazioni “non deve essere sottovalutato”. “La preoccupazione e la destabilizzazione avvertite dalla popolazione in generale possono essere particolarmente acute tra i gruppi più vulnerabili come gli anziani o le persone con condizioni di salute precarie, come in coloro che vivono da soli o nelle persone con disabilità”, si avverte nel documento. Gli operatori sanitari e i lavoratori dei centri di assistenza, ad esempio, “sono particolarmente esposti e dovrebbero essere promosse le migliori pratiche per ridurre l'impatto su questi e altri lavoratori in prima linea”.

Stress e ansia, ma anche droghe e suicidi

Il principale impatto psicologico rilevato dall’Ue fino a oggi riguarda “i tassi elevati di stress o ansia”. “Ma con l'introduzione di nuove misure, in particolare limitazioni, quarantena e coprifuoco prolungato e i loro effetti sulle normali attività aumentano i livelli di solitudine, depressione, uso di alcol e droghe, autolesionismo, violenza domestica o comportamenti tendenti al suicidio”, avverte la Commissione. Un allarme che arriva terribilmente in ritardo su molti casi, a partire da quello della parrucchiera belga Alysson Jadin, che si è tolta la vita a 24 anni dopo aver appreso che il salone che aveva aperto con grandi sacrifici sarebbe stato chiuso nuovamente per le norme anti-Covid. 

Misure chiare e comunicate bene

Per prevenire le tragedie di questo tipo l’Europe raccomanda ai Governi di “garantire la disponibilità e un facile accesso ai servizi per la salute mentale di supporto psicosociale per le persone bisognose, compresi i lavoratori dei servizi essenziali o comunque in prima in prima linea”. E a prescindere dai gesti estremi, la Commissione ricorda anche che “il consenso dei cittadini e il rispetto delle misure è essenziale” per battere la pandemia. Di qui il consiglio alle autorità di “comunicare con chiarezza ai cittadini e alle comunità le nuove misure, i motivi per cui vengono attuate e quando e come potrebbero essere revocate”. 

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