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Martedì, 18 Gennaio 2022
Berlino / Germania

Olaf Scholz è il nuovo cancelliere della Germania: chi è e cosa prevede il suo programma di governo

Succede ad Angela Merkel. Tra le proposte la riforma del Patto di stabilità Ue, l'aumento del salario minimo e più investimenti sulla transizione ecologica

Il Parlamento tedesco ha eletto il nuovo cancelliere della Germania: è il socialdemocratico Olaf Scholz, che subentra ad Angela Merkel, il cui "regno" è durato ben 16 anni. Si tratta del nono cancelliere del Paese dal Dopoguerra. Scholz si insedia a capo di una coalizione di socialdemocratici, verdi e liberaldemocratici. Una composizione inedita su cui sono accesi i riflettori globali, visto il peso della Germania negli equilibri europei e mondiali. Ma chi è il nuovo leader tedesco? E cosa prevede il suo programma di governo.

Scholz, il "robot" 

La sua nomina a candidato della Spd alla cancelleria, a un anno dalle elezioni generali, aveva sorpreso tutti. Anche perché solo pochi mesi prima Olaf Scholz aveva perso la corsa interna al partito socialdemocratico per la leadership. Descritto dai più come "solido e affidabile", oltre che competente, Scholz veniva considerato fino a ieri un politico, se non dallo scarso appeal, almeno non uno che accende gli animi delle folle (elettorali). E fino alla scorsa estate era considerato il terzo incomodo tra il candidato del centrodestra, Laschet, e la leader dei Verdi Baerbock. Invece, poco a poco, ha saputo scalare gli indici di gradimento. Ed è suo il merito se dopo quasi vent'anni la Spd è tornata a essere il partito più votato dai tedeschi. 

Taciturno e molto pacato nei modi, il 62enne ex sindaco di Amburgo, la seconda città più grande della Germania, entrò nel partito quando aveva 17 anni e da giovane era vicino all'estrema sinistra. Eletto per la prima volta in Parlamento nel 1998, è stato segretario generale della Spd tra il 2002 e il 2004, periodo nel quale fu costretto a difendere le impopolari riforme economicamente liberali del cancelliere Gerhard Schröder con uno stile di comunicazione molto formale e robotico. Questo gli è valso il soprannome di "Scholzomat" (coniato per lui da 'Die Zeit' unendo il suo cognome alla parola Automat, che indica un distributore automatico o una macchina). "Ero l'uomo incaricato di vendere il messaggio. Ho dovuto dimostrare una certa implacabilità", avrebbe detto più tardi Scholz, spiegando di essersi sentito "davvero un ufficiale". "Non c'era margine di manovra". Si trattava di dimostrare assoluta lealtà nei confronti del leader del partito e cancelliere e alla stessa Spd. "Non stavo cercando di salvare me stesso ma il partito".

La scalata al potere

Da ministro delle Finanze, Scholz è stato negli ultimi mesi il volto della risposta alla crisi del coronavirus, l'uomo incaricato di fornire i mezzi per superare la crisi e permettere ai suoi concittadini di uscire dalla tempesta, ma anche colui che è stato al centro dei difficili, e a tratti drammatici, negoziati tra i ministri Ue che hanno portato al Recovery fund. In un Paese frugale e legato al rigore delle finanze, la partita, interna ed esterna, non era per nulla facile. Ma Scholz l'ha saputa giocare da protagonista e guadagnando consensi, in Patria e nel blocco europeo. 

Da un lato, il mega piano da 130 miliardi di euro per sostenere la ripartenza dell'economia tedesca e uscire dalla crisi. Dall'altro, il Recovery Fund, il piano da 750 miliardi dell'Europa, fortemente voluto da Francia, Italia e Spagna, ma che ha necessitato del supporto decisivo di Berlino per essere approvato. Scholz, già prima di formalizzare la corsa alla cancelleria, ha cominciato a tragettare il Paese dal ruolo di guardiano dell'austerità a quello di difensore di una maggiore spesa pubblica. 

Non è un caso se il governo tedesco non abbia appoggiato (pare neppure sotto banco come usava fare in questi casi la cancelliera Merkel) la proposta di Olanda,  Austria, Danimarca, Lettonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Finlandia e Svezia di un rapido ritorno al Patto di stabilità europeo, sospeso da Bruxelles in seguito allo scoppio della pandemia di Covid-19. Dicono che Scholz si sia impegnato con i governi del Sud (tra cui il nostro) a sostenere una riforma del Patto e la creazione di un vero e proprio meccanismo di debito comune dell'Ue, per alleviare il peso dei debiti pubblici su Paesi come l'Italia. Un impegno che però deve fare i conti adesso con i liberaldemocratici.  

Il programma

La questione dell'austerity sarà centrale, ma per il momento sembra che la coalizione voglia proseguire il lavoro di Scholz da ministro delle Finanze: il programma di governo sottoscritto da Spd, Fdp e Verdi cita espressamente il Patto di stabilità europeo e apre a una riforma che ammorbidisca il rigore e sia più in linea con le richieste dei Paesi del Sud, ossia Francia, Italia e Spagna.

Tra gli altri punti del programma ci sono la proposta di portare il salario minimo dagli attuali nove euro e sessanta centesimi ai dodici euro all’ora, dare la cittadinanza tedesca agli immigrati dopo cinque anni di residenza e legalizzare la vendita regolamentata di cannabis. Ma anche dare il diritto di voto ai sedicenni e incentivare il trasporto su treno e l'auto elettrica. 

La volontà degli ‘azionisti’ del nuovo governo tedesco di legalizzare la vendita regolata della cannabis era nota da tempo. Il documento propone “una distribuzione controllata di cannabis agli adulti ai fini di consumo in negozi provvisti di licenza”, riferisce l'agenzia di stampa Dpa. Un sistema che, a dette della nuova maggioranza, permetterà anche “un controllo della qualità”, di evitare la contaminazione con altre sostanze e garantire la “protezione dei minori”.

I tre partiti hanno inoltre concordato l’aumento del salario minimo per portarlo a dodici euro all’ora, ma anche di garantire l’attuale livello pensionistico, escludendo i tagli e l'innalzamento dell'età pensionabile. Si calcola che l’innalzamento del salario minimo consentirà “un aumento degli stipendi per circa dieci milioni di persone”, si legge sul testo dell’accordo pubblicato dal quotidiano "Handelsblatt". “Stiamo introducendo gli assegni familiari di base, in cui raggruppiamo tutti i precedenti benefici di sostegno finanziario”, hanno aggiunto i nuovi alleati di governo. 

La nuova maggioranza intende dare il diritto di voto ai sedicenni e togliere le attuali restrizioni per i migranti ammessi nel quadro del ricongiungimento familiare. Tra le novità per gli stranieri spicca anche il diritto a presentare richiesta di cittadinanza dopo cinque anni di residenza, oltre alla possibilità di avere la doppia cittadinanza, una grande novità per le migliaia di persone di origine turca che restano di nazionalità straniera anche dopo decenni in Germania. Secondo l’agenzia Deutsche Welle, i partiti della 'coalizione semaforo' si sono messi d’accordo anche sulla creazione di un sistema a punti di ingresso dei migranti per attirare dall'estero più lavoratori qualificati.

Il prossimo governo di Berlino prevede “idealmente” l’abbandono dal carbone come fonte energetica entro il 2030, in anticipo rispetto al 2038 fissato in precedenza. Sempre entro la fine del decennio, secondo l’accordo di legislatura, l’80 per cento dell'elettricità consumata nel Paese dovrà provenire da fonti rinnovabili. La nuova coalizione ha preso l’impegno di costruire 400.000 nuovi appartamenti all'anno per combattere la crisi abitativa. Tra le altre misure annunciate ci sono infine l’aumento del 25 per cento del trasporto merci su rotaia e il raggiungimento delle 15 milioni di auto elettriche sulle strade tedesche entro il 2030.

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