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Lunedì, 15 Aprile 2024
Il caso / Regno Unito

Scandalo del sangue infetto: risarcimento a 5 zeri per chi ha contratto malattie

A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, nel Regno Unito migliaia di persone subirono infezioni a causa di trasfusioni e farmaci provenienti da donatori ad alto rischio, come i detenuti

Risarcimenti in vista per i sopravvissuti dello scandalo del sangue infetto che colpì il Regno Unito tra gli anni Settanta e Ottanta. In quegli anni, decine di migliaia di pazienti del Servizio sanitario nazionale affetti da emofilia e altri disturbi del sangue si erano ammalati gravemente dopo aver ricevuto un nuovo trattamento. All’epoca, il nuovo farmaco veniva importato dagli Stati Uniti, dove era prodotto dal plasma di migliaia di donatori pagati, inclusi alcuni appartenenti a gruppi ad alto rischio, come i detenuti.

Le indagini svolte negli anni a seguire accertarono che bastava che un singolo donatore fosse affetto da un virus trasmesso per via ematica, come l'epatite o l’Hiv, e l'intero lotto di farmaci poteva essere contaminato. Un numero imprecisato di pazienti era stato esposto anche all'epatite B o C attraverso una trasfusione di sangue dopo il parto o un intervento chirurgico ospedaliero. Il bilancio delle trasfusioni di sangue o plasma infetto è stato di circa 2.400 morti. Fortunatamente, tanti altri sono sopravvissuti nonostante le infezioni.

Il numero delle vittime ancora in vita è stimato attorno alle 4mila persone. Attualmente, le vittime sopravvissute e le loro famiglie ricevono un pagamento annuale di sostegno finanziario, ma finora non state risarcite per la perdita di guadagno, costi di assistenza e altri danni subiti durante la loro vita.

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Solo ora le autorità britanniche hanno deciso che le vittime dello scandalo del sangue contaminato dovrebbero ricevere almeno 100mila sterline (quasi 120mila euro) di risarcimento ciascuna "senza indugio", ha raccomandato il direttore dell'inchiesta sul sangue infetto, Brian Langstaff. "Finalmente, dopo tutto questo tempo, è il riconoscimento del danno che ci è stato fatto e un modo per risarcire le vittime che consentirà loro di andare avanti con le loro vite”, è stato il commento a caldo di Richard Warwick, paziente infettato dall'Hiv e da due forme di epatite nel 1978 dopo aver ricevuto un trattamento contaminato.

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