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Venerdì, 21 Giugno 2024
Potere di coppia

"Molestie, intimidazioni e bullismo": le accuse che fanno vacillare l'Ong per la salute pubblica

L'Alleanza europea per la sanità pubblica (Epha), guidata da marito e moglie, è stata travolta dalla crisi per le denunce di un ambiente di lavoro tossico

Un ambiente di lavoro tossico, caratterizzato da molestie e bullismo. Le accuse, scaturite da una lettera anonima, sono piovute pochi mesi fa sull'Alleanza europea per la sanità pubblica (Epha) e stanno generando una grave crisi all'interno di un'associazione molto nota e rispettata a Bruxelles. L'organizzazione, che da oltre 25 anni rappresenta professionisti, medici e pazienti della salute pubblica, deve fare i conti con due figure diventate troppo ingombranti: la direttrice generale Milka Sokolović e il marito Aleksandar Sokolović. Nonostante un'indagine effettuata da uno studio di consulenza abbia certificato il buono stato di salute dell'ente a livello etico e professionale, lo scandalo non si è placato e ha scatenato un'ondata di dimissioni di consiglieri ed esperti accademici che collaboravano con l'ente. In gioco non c'è soltanto la situazione interna dell'Ong ma la credibilità di rappresenta ospedali pubblici e associazioni di pazienti nella capitale europea.

La lettera con accuse di molestie

La slavina di accuse è partita a febbraio, a seguito di una nota inviata da un gruppo di ex dipendenti che denunciavano il persistere di "molestie, intimidazioni e bullismo" all'interno dell'organizzazione. "Le continue dure critiche e insulti personali" hanno portato alla creazione di un "ambiente di lavoro tossico e ostile", hanno scritto in una lettera riportata dal giornale Politico. I redattori hanno denunciato anche "doppi standard nella gestione e nei valori", oltre ad una mancanza di trasparenza nel processo decisionale. In questo contesto risultavano bandite critiche, dissenso o lamentele. Come responsabili di questa situazione insostenibile, gli ex dipendenti hanno indicato la direttrice generale Milka Sokolović e il marito Aleksandar Sokolović, che fino a poco tempo fa rivestiva un ruolo di vertice nell'Ong.

Chi è la coppia a capo dell'Epha

Nata in Serbia, laureata in Biologia presso l'Università di Belgrado, dopo vent'anni di carriera nell'ambito della ricerca scientifica, Milka Sokolović è diventata direttrice generale dell'Epha nel 2021. Il marito Aleksandar (anche noto come Sasha, come indicato nella sua biografia), ha conseguito un dottorato di ricerca in Medicina presso l'Università di Amsterdam e un master in Genetica applicata presso l'Università di Belgrado. Entrato subito dopo la moglie nell'Ong in qualità di consulente, è diventato rapidamente il capo dello sviluppo organizzativo in qualità di "senior manager".

La carissima consulenza legale 

A seguito della lettera di accuse, l'Epha ha ingaggiato lo studio legale belga Thales per esaminare la situazione interna all'ente. Tra le 67 organizzazioni che aderiscono all'Alleanza ha sollevato non poche perplessità la cifra spesa per la consulenza: 60mila euro. Altro punto che ha destato dubbi: mentre l'indagine veniva condotta dallo studio legale, i due manager accusati di comportamenti tossici sono rimasti in carica. Nonostante Thales abbia escluso i problemi di nepotismo, sostenendo che l'Ong rispetta "i più elevati standard etici e professionali", le tensioni non si sono placate. Finora l'Alleanza europea per la sanità pubblica ha perso tutti i membri del consiglio tranne due, il presidente, il tesoriere e 14 dei 15 consiglieri esperti. 

Una questione di reputazione 

La gravità della vicenda deriva dal fatto che l'Epha dà voce a decine di organizzazioni che rappresentano medici, infermieri e farmacisti delle strutture pubbliche, insieme a pazienti affetti da cancro, malattie mentali e infettive. Si occupa di alimentare a Bruxelles attività di advocacy su come gestire la carenza di farmaci, strutturare piani per la salute mentale e intervenire nell'ambito delle regole sui brevetti. La crisi dell'Ong colpisce indirettamente l'intero settore sanitario europeo, già in profonda sofferenza per i tagli sistematici e le continue delegittimazioni a vantaggio dei potenti gruppi sanitari privati e di Big Pharma. "Sta danneggiando gravemente anche la reputazione più ampia della società civile nel settore della sanità pubblica. Solo un urgente cambio di leadership presso l’Epha può affrontare questo problema", ha commentato una fonte esperta del settore a Politico, che come molti altre persone coinvolte ha preferito esprimersi in anonimato. Oltre alle dimissioni dei membri del consiglio, ad aprile hanno rinunciato in contemporanea ai loro ruoli otto consulenti esperti, affermando di essere "profondamente preoccupati per i recenti sviluppi".

Dimissioni senza spiegazioni

Con un tempismo sospetto, l'Epha ha pubblicato lo stesso mese un "rapporto di responsabilità", dove si elogiavano i risultati ottenuti dall'arrivo di Milka Sokolović. Viene descritto un "team affiatato", che gode di "finanziamenti e governance a tenuta stagna". Le organizzazioni che aderiscono all'Alleanza sarebbero rimaste sorprese di ricevere un documento così entusiasta, che ha ignorato le critiche interne e ha taciuto su qualunque ipotesi di revisione nella gestione dell'ente. Dopo l'indagine, Aleksandar Sokolović ha lasciato l'Ong senza fornire spiegazioni, anche se dal sito dell'ente risulta ancora in carica. La moglie Milka è invece rimasta saldamente ancorata al suo posto. 

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