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Lunedì, 28 Novembre 2022
Lo scandalo / Francia

Ferrero si scusa per gli "ovetti alla salmonella". Ma in Francia partono le prime denunce

I casi di contaminazione legati ai prodotti Kinder sarebbero oltre 300. La battaglia giudiziaria della ong FoodWatch prende di mira anche Buitoni

Dopo quasi due mesi dallo scoppio dello scandalo, Ferrero chiede pubblicamente scusa per le contaminazioni di salmonella che hanno riguardato una serie di prodotti Kinder, realizzati nella fabbricata belga di Arlon e venduti in diversi Paesi europei. Secondo le più recenti stime, sarebbero oltre 300 le persone che sarebbero state affette da salmonellosi in seguito al consumo di snack al cioccolato della multinazionale italiana. Il grosso delle segnalazioni è stato raccolto in Francia, dove il 19 maggio scorso l'associazione di consumatori FoodWatch ha presentato un esposto in procura contro Ferrero sulla scorta delle denunce dei genitori di due bambine. 

Ferrero chiede scusa

Lo scandalo è stato un danno d'immagine notevole per Ferrero, tanto più perché arrivato a ridosso di Pasqua, quando le famose uova Kinder erano già sul mercato. Nicolas Neykov, direttore di Ferrero France, la filiale più toccata dalla contaminazione dello stabilimento di Arlon, ha scelto il quotidiano Le Parisien per chiedere scusa ai clienti. “Quello che è successo non è accettabile - ha detto - Siamo spiacenti, mi dispiace. Secondo le nostre indagini, la contaminazione proviene da un filtro situato in un serbatoio del burro caseario. È arrivato in fabbrica o da materie prime contaminate o da persone. Come spiegare che il rigido protocollo che ha funzionato per più di 75 anni non abbia funzionato? Ce lo dirà l'inchiesta", ha aggiunto.

Le parole di Neykov sono una risposta indiretta alle accuse secondo cui la multinazionale italiana avrebbe cercato di nascondere la contaminazione dello stabilimento belga alle autorità sanitarie: "Il gruppo ha ammesso di aver rilevato la salmonella nel suo stabilimento di Arlon in Belgio già il 15 dicembre", dice FoodWatch, che segnala che "sono state le autorità a chiudere definitivamente lo stabilimento Kinder l'8 aprile, dopo aver concluso che la multinazionale non le ha date tutte le garanzie in termini di sicurezza sanitaria". 

Il capo di Ferrero France respinge però le acccuse di negligenza: “Arlon non è una fabbrica di rifiuti, lì sono stati investiti 36 milioni di euro negli ultimi anni. Non c'è mai stato alcun inganno o tentativo di nascondere la verità", assicura a Le Parisien. Neykov ha sottolineato anche che Ferrero ha ritirato ad aprile 3mila tonnellate di prodotti Kinder, il che significa "decine di milioni di euro di perdite".

La battaglia giudiziaria

Alle perdite commerciali potrebbero presto aggiungersi i contraccolpi della battaglia giudiziaria intentata in Francia. A presentare la denuncia, sostenuta da FoodWatch, sono state le famiglie di due bambine, una nata nel 2013 e l'altra nel 2016, che si sono ammalate dopo aver mangiato delle uova di cioccolato. Louna, di 6 anni, sarebbe stata "ricoverata in un pronto soccorso pediatrico per avvelenamento da salmonella" con conseguente miocardite, secondo quanto riferisce l'organizzazione dei consumatori.

A fine aprile, l'avvocato Jérémy Kalfon, che rappresenta le famiglie coinvolte, aveva accusato Ferrero di aver "nascosto per mesi la presenza di salmonella nel suo stabilimento" e aveva annunciato di aver raccolto almeno 15 casi accertati di contaminazione da prodotti Kinder: "Ognuna di queste famiglie, sparse in tutto il Paese, è rimasta scioccata dal modo in cui la Ferrero ha gestito il loro caso, nel peggiore dei casi non rispondendo alle loro richieste, nel migliore offrendo loro dei buoni per qualche Kinder Sorpresa". Il colosso italiano della cioccolata ha risposto con uno scarno comunicato, sostenendo che: "I consumatori che hanno riscontrato sintomi che hanno avuto un impatto sulla loro salute possono presentare una specifica richiesta di risarcimento sulla piattaforma disponibile al seguente indirizzo: consumer.ferrero.com, accessibile anche tramite il sito www.kinder.com/fr".

Lo stabilimento di Arlon è stato temporaneamente chiuso ad aprile 2022, ma si è scoperto che già a dicembre dello scorso anno era stata rilevata la presenza di salmonella in un filtro all'uscita di due serbatoi di materie prime. Questa circostanza fa sospettare una negligenza da parte dell'azienda, non essendo intervenuta immediatemente, non appena era insorto il problema. "Ferrero ha giocato con la salute dei bambini non richiamando i prodotti in tempo, c'è un dovere morale", ha detto a tal proposito l'avvocato Kalfon.

Problemi anche per Buitoni

Secondo l'ultimo rapporto pubblicato dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), al 18 maggio sono stati segnalati 324 casi, di cui 266 confermati e 58 probabili, di salmonellosi in 13 Paesi europei, tra cui il Regno Unito. Ad aggravare la situazione, la circostanza che le principali vittime di questa infezione sono i bambini sotto i 10 anni. Secondo quanto riferisce l'Efsa, tra le persone infettate il 41% è finito in ospedale, ma al momento per la salmonellosi non sono stati segnalati decessi.

Morti che invece potrebbero essersi verificate nell'altro scandalo alimentare che ha riguardato uno dei marchi più noti dei made in Italy, la Buitoni, da tempo di proprietà della svizzera Nestlè: a fine marzo, sempre in Francia, i media avevano raccolto le denunce di due bambini, che sarebbero morti dopo il consumo di pizze surgelate del marchio Buitoni contaminate dal batterio Escherichia coli. FoodWatch parla anche di “una bambina di 12 anni in stato vegetativo, che non reagisce più agli stimoli dei parenti”, nonché di “un neonato morto otto ore dopo la nascita, probabilmente per contaminazione intrauterina”.

Queste tragedie sono oggetto di indagine. Ma di sicuro ci sono le condizioni igieniche precarie dello stabilimento della Buitoni di Caudry, a sud di Lilla, che è stato chiuso ad aprile dall’autorità giudiziaria dopo un'ispezione. La prefettura locale ha dichiarato di aver rilevato “numerose e gravi anomalie in termini di pulizia e manutenzione generale dei locali e delle attrezzature presso due linee di produzione della fabbrica”, cioè quella di pasta cruda e quella di pasta cotta, in due distinte ispezioni igieniche del 22 e 29 marzo scorsi. Nello specifico, gli ispettori hanno addirittura notato la presenza di alcuni roditori nel laboratorio di panetteria nonché “l’assenza di mezzi efficaci di protezione contro l'entrata di parassiti e la disinfestazione adattata a un'attività alimentare”.

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