Sabato, 16 Ottobre 2021
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"Crisi Covid mette a rischio i diritti delle donne, in Ue siano protagoniste della ripresa"

L'intervento di Sassoli in apertura della sessione plenaria del Parlamento europeo. E cita Simone de Beauvoir: "Dovrete rimanere vigili per tutta la vita"

Il discorso del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in occasione della Giornata internazionale delle donne

Care Colleghe e Cari colleghi,

Desidero ringraziare la Prima Ministra Ardern e la Vice Presidente Harris per avere accolto il nostro invito a rivolgersi alla nostra Assemblea oggi per celebrare la Giornata Internazionale delle Donne e riflettere con noi sulle sfide che ci aspettano.

I nostri Paesi e le nostre società sono uniti da legami storici, culturali, politici, economici profondi. E anche in questo frangente drammatico per il mondo intero, condividiamo l’impegno per una ripresa economica e sociale dove nessuno sia lasciato indietro. 

Quella di oggi non può essere una celebrazione retorica. Siamo infatti nel pieno di una crisi drammatica, che si è aperta esattamente un anno fa e che ha visto le donne, le ragazze non soltanto in prima fila nella risposta sanitaria ed emergenziale, ma anche subire in pieno le conseguenze economiche, sociali, materiali della pandemia nelle loro vite.

Diceva Simone de Beauvoir: "Non dimenticate mai che sarà sufficiente una crisi politica, economica o religiosa perché i diritti delle donne siano rimessi in discussione. Questi diritti non sono mai acquisiti. Dovrete rimanere vigili per tutta la vita".

Questa citazione si adatta molto bene alla crisi che stiamo attraversando. 

Signore e Signori,

La pandemia di COVID-19 non soltanto ha consolidato le ingiustizie e le disuguaglianze, ma rischia di cancellare decenni di conquiste delle battaglie delle donne europee sul diritto al lavoro, alla condivisone del lavoro di cura, alla autonomia nelle relazioni, al rispetto e al diritto delle proprie scelte nelle relazioni affettive.

In tutti i nostri Paesi le donne sono state le prime a perdere il lavoro o a finire in cassa integrazione. I settori più colpiti dall'impatto economico della pandemia sono settori in cui è forte la presenza femminile: il turismo, la cultura, il tempo libero e la ristorazione. La maggior parte della forza lavoro che fornisce servizi essenziali alla cura delle persone è costituita da donne. Le donne rappresentano il 76 % del personale sanitario e l'86 % dei prestatori di assistenza nell'UE. A causa della pandemia, molte donne sono state costrette a lavorare a tempo parziale o a rimanere a casa per occuparsi dei bambini, degli anziani e delle persone con disabilità. L’identikit della povertà in Europa oggi è donna, madre, con più figli. 
Inoltre, durante il confinamento, un numero ancora più alto di donne ha subito le violenze di un partner o di un familiare tra le mura domestiche, senza possibilità di fuga, anche perché in molti Stati membri ancora incredibilmente mancano i centri di accoglienza e le linee telefoniche di pronto intervento, o non sono sufficientemente finanziati.

Questa pandemia ha messo in luce un tratto perverso del nostro modello economico e sociale, e cioè la considerazione della povertà come una colpa. Ma la pandemia ha anche messo in evidenza quanto la cura degli altri sia essenziale per la società e sia un bene pubblico. E di quanto quel lavoro di cura, oggi affidato in gran parte alle donne, sia in realtà una responsabilità di tutti e debba essere considerato bene pubblico.

Signore e Signori, 

Possiamo combattere contro questa pandemia e contro l’impatto sociale ed economico che ha ed avrà sulla vita delle persone soltanto se noi mettiamo le donne, le ragazze, le bambine al centro della nostra risposta.
Non dobbiamo farlo come tributo a un principio generale - dobbiamo farlo imbracciando i poteri che abbiamo, che ha questa Casa, per cambiare in meglio la condizione materiale di vita delle donne e far compiere un balzo in avanti e non indietro alle donne nella transizione che stiamo costruendo. Il continente che ha guidato la lotta per i diritti delle donne nei secoli scorsi, oggi è chiamato a promuovere l’uguaglianza reale delle donne come battaglia di tutti.  

Innanzitutto le donne devono essere presenti in modo paritario nei luoghi dove si assumono le decisioni sulla ripresa. Per questo è essenziale sbloccare la direttiva sulla presenza delle donne nei consigli di amministrazione, da troppi anni ferma in seno al Consiglio. E conto sull’impegno della Presidenza portoghese per questo essenziale obiettivo.

Ma questo non basta. Occorre partire dalla uguaglianza salariale. Uguale salario per uguale lavoro. Le donne in Europa guadagnano in media il 14,1 per cento in meno degli uomini. Questo non è più accettabile. Siamo quindi pronti a lavorare alla proposta della Commissione per una trasparenza salariale vincolante presentata ieri dalla Commissione che metteremo al centro del nostro lavoro.

Signori e Signore,

Il Parlamento si è battuto perché la parità di genere e la dimensione di genere fossero priorità centrali nel bilancio settennale dell'UE e nella valutazione dei Piani nazionali di ripresa. Questo può sembrare astratto, ma se la ripresa avrà la priorità dell’uguaglianza, questo cambierà la vita delle persone e delle donne molto concretamente nei Paesi, nelle città, sui luoghi di un lavoro ritrovato o conquistato, nelle scuole e nelle università, nella ricerca. 
E ancora, molto concretamente, abbiamo il dovere di sancire che la violenza sulle donne è un reato grave che deve essere sanzionato ovunque sul territorio dell’Unione Europea. Per questo dobbiamo impegnarci per la ratifica, da parte di tutti gli Stati membri dell'Unione, della Convenzione di Istanbul e per fare della violenza contro le donne un reato a dimensione europea. Non è una questione astratta, riguarda ciò che siamo, è parte della nostra carta di identità come grande attore globale e blocco democratico.

Signore e Signori,

Questa crisi così drammatica ci consegna la grande opportunità di fare dell’Unione Europea un luogo differente e più eguale. Abbiamo molti strumenti e molte risorse per farlo, li abbiamo varati con grande impegno unitario e sono a disposizione anche dell’obiettivo di una economia più giusta. 

Le donne, le ragazze, le bambine devono essere le protagoniste, della ripresa delle nostre economie e delle nostre società e guidarla. Questo deve essere l’obiettivo di tutti e tutte noi per il 2021. 

Vi ringrazio.

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