“Sassoli, il Kennedy di Firenze”, la stampa tedesca elogia il nuovo presidente dell'Eurocamera

“Somiglia a Robert Redford”. La Sueddeutsche Zeitung tesse le lodi del politico italiano, che nella sua prima uscita pubblica a Bruxelles rende omaggio alle vittime del terrorismo

David Sassoli - Foto Diana Le Lardic © European Union 2019

La sviolinata che non ti aspetti. Arriva dalla Germania uno degli articoli più generosi nei confronti del neo-presidente del Parlamento europeo, David Sassoli. L'ex giornalista del Tg1, ricorda il pezzo del corrispondente da Roma Oliver Meiler, colleziona soprannomi di prestigio come “il Kennedy di Firenze” o “il bello della sinistra”. Il giornale bavarese ha pubblicato un ritratto dell’eurodeputato del Partito democratico che “somiglia a Robert Redford” all’indomani della sua elezione allo scranno più alto dell’Eurocamera e con poche ore di anticipo rispetto alla sua prima uscita pubblica.

Il tributo alle vittime del terrorismo

Oggi Sassoli è andato alla stazione Maalbeek della metropolitana di Bruxelles, che nel marzo 2016 fu uno dei luoghi, assieme all’aeroporto della capitale belga, in cui ci furono gli attentati terroristici di matrice islamista nei quali persero la vita 32 vittime e 320 persone rimasero ferite. “Dobbiamo essere una terra di pace e dobbiamo essere sempre molto fermi nella lotta al terrorismo e alla violenza”, ha detto il presidente dell’Eurocamera.  “Ho voluto rendere omaggio alle vittime del terrorismo nella capitale dell’Europa - ha proseguito - ricordando naturalmente tutte le vittime del terrorismo”. “Credo - ha concluso - che questo gesto simbolico a nome di tutti i parlamentari sia una responsabilità e una consapevolezza che dobbiamo avere per iniziare bene una legislatura in nome dei cittadini europei”.

Nelle prime ore della sua presidenza, Sassoli si è contraddistinto per le nette prese di posizione anti-nazionaliste e di apertura verso i rifugiati. “Le Ong sanno che le porte del Parlamento sono aperte, le apriremo ancora di più”, ha scandito nella sala stampa di Strasburgo a pochi minuti dalla sua elezione. Nelle ore successive, il cordone sanitario anti-sovranisti, deciso dagli europarlamentari progressisti, liberali e popolari, portava all’esclusione di tutti i rappresentanti del gruppo Identità e Democrazia (che raggruppa la Lega e altri partiti europei di destra) da tutte le cariche di rilievo dell’ufficio di presidenza dell’Eurocamera. Un’intesa che ha trovato anche la sponda del Movimento cinque stelle, facendo infuriare gli eurodeputati del Carroccio

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