Bruxelles attacca Varsavia: viola lo stato di diritto, ci vogliono sanzioni. Il governo polacco tira dritto

Per la prima volta nella storia dell'Europa Unita Bruxelles lancia la procedura sanzionatoria contro un governo per rischi di tenuta democratica. Nel mirino la riforma della giustizia. Varsavia: "è solo una mossa politica", non ci fermiamo.

ANSA / Piotr Rybarczyk / POLAND OUT / PAL

Bruxelles contro Varsavia. La Commissione Ue ha lanciato oggi contro la Polonia la procedura per violazione dell'articolo 7 dei Trattati, quella attivabile in caso di gravi violazioni dello stato di Diritto. La palla passa ora al Consiglio Ue, se i 27, Varsavia esclusa, decideranno per andare avanti con l'iter si potrebbe arrivare a delle sanzioni pesanti: la perdita del diritto di voto proprio nel Consiglio europeo. La mossa di Bruxelles è comunque una primizia, mai prima nella storia della Ue si era arrivati a tanto. Ad irritare la Commissione è la riforma della giustizia voluta dal governo ultraconservatore di Varsavia, una riforma, dice la guardiana dei Trattati, che minano il principio di autonomia della magistratura e, quindi, la tenuta dello stato di diritto. 

L'accusa di Bruxelles

"Non ci hanno lasciato scelta", ha affermato il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans annunciando la decisione di avviare la procedura. Varsavia ha varato "13 misure che hanno messo a serio rischio l'intero sistema giudiziario", ha quindi spiegato l'olandese, che non è più regolato "dalla separazione dei poteri". Negli ultimi due anni, ha continuato, "abbiamo fatto tutto ciò che era umano per cercare di trovare un dialogo, provo un senso di frustrazione per non aver raggiunto ciò che volevamo". "Da dicembre 2015 - ha riassunto Timmermans - la Commissione ha fatto tutti gli sforzi possibili, con tre raccomandazioni, ed oggi ne inviamo una quarta e numerosi contatti. E siamo sempre aperti al dialogo".

Con l'attivazione dell'articolo 7, ha concluso il vice di Juncker, "chiediamo a Parlamento e Consiglio di aiutarci a risolvere il problema, ora anche loro potranno inviare delle raccomandazioni a Varsavia".

I verdi applaudono

E dal Parlamento le prime reazioni, quelle dei verdi, sono positive. "Era giunto il momento di aprire la procedura dell'articolo 7 contro la Polonia e siamo lieti che la Commissione Ue abbia finalmente seguito i nostri ripetuti inviti", scrivono in una nota i due presidenti del gruppo ecologista, la tedesca Ska Keller e il belga Philippe Lamberts. "Le istituzioni europee - insistono - hanno pazientato troppo a lungo con il governo polacco ha smantellato il sistema giuridico nel paese. La democrazia e lo stato di diritto negli Stati membri non sono opzionali: tutti si sono impegnati a rispettare questi principi fondamentali e nessun governo ha il diritto di abbatterli. Questa misura non è destinata a colpire il popolo polacco ma il governo che non rispetta la separazione del potere nel paese."

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Varsavia tira dritto per la sua strada

Una decisione unica che però non fa tremare per nulla Varsavia. "E' solo una mossa politica" di Bruxelles, che cerca di esercitare pressione sul nostro governo, la replica del ministro delle giustizia Zbigniew Ziobro. "La Polonia", ha aggiunto Ziobro, "rispetta lo stato di diritto e le soluzioni che si propone di implementare in questo paese esistono in altri diversi paesi". 

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