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Martedì, 17 Maggio 2022
Crisi ucraina

Sanzioni alla Russia: perché le banche italiane sono tra le più esposte dell’Ue

Gli istituti italiani vantano crediti nei confronti di Mosca per circa 25 miliardi di dollari

Il pacchetto di sanzioni Ue alla Russia per rispondere all’intervento dei militari di Mosca nelle regioni orientali dell’Ucraina prenderà di mira anche il settore bancario. Lo hanno confermato gli stessi presidenti Ursula von der Leyen e Charles Michel che hanno anticipato misure restrittive contro “le banche che stanno finanziando operazioni militari russe e di altro tipo in quei territori” al centro delle tensioni. In serata von der Leyen ha precisato che “stiamo limitando la capacità del governo russo di raccogliere capitali sui mercati finanziari dell’Ue”.

Secondo l’agenzia Reuters, Bruxelles “sta discutendo di vietare il commercio di titoli di Stato russi”. Una misura che potrebbe avere effetti sugli istituti di tutta Europa, ma che metterebbe in difficoltà soprattutto le banche di tre Paesi Ue: Italia, Austria e Francia. 

Le banche dei tre Paesi, ha precisato giorni fa l’agenzia britannica, “sono i prestatori internazionali più esposti al mondo nei confronti della Russia” dal momento che “secondo i dati della Banca dei regolamenti internazionali, le banche italiane e francesi, nel terzo trimestre del 2021, avevano ciascuna crediti in sospeso nei confronti della Russia per circa 25 miliardi di dollari”. Se Roma piange, Vienna non ride visto che “le banche austriache” nello stesso periodo “avevano 17,5 miliardi di dollari” di crediti nei confronti di Mosca. Per capire il livello di esposizione dei sistemi bancari italiano, francese e austriaco basti pensare che le banche degli Stati Uniti, Paese che vanta un Pil ben maggiore alla somma di quello dei tre Paesi Ue, nello stesso periodo di riferimento avevano 14,7 miliardi di credito con la Russia.

Il rischio contagio per gli istituti bancari europei in caso di sanzioni finanziarie alla Russia non è un tema nuovo e ha spinto i diplomatici di diversi Paesi, inclusa l’Italia, a chiedere a Bruxelles un’attenta valutazione delle conseguenze negative per i singoli Paesi Ue. Tra le opzioni in discussione ci sarebbero anche misure di compensazione per aiutare quei Paesi che - come l’Italia - potrebbero subire gravi danni economici dalle eventuali sanzioni finanziarie verso la Russia.

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