Venerdì, 17 Settembre 2021
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Nuove sanzioni contro Lukashenko a un anno dalle elezioni, e lui: "Mi dimetterò presto"

Stretta di Usa e Regno Unito contro Minsk. Il presidente della Bielorussia rigetta sprezzante le accuse di aver ucciso in Ucraina un attivista dell'opposizione: "Non era nessuno, chi sarebbe mai andato a prederlo?"

Alexander Lukashenko - foto Ansa EPA/MAXIM GUCHEK / POOL

A un anno dalle contestate elezioni che ne hanno sancito la rielezione che gli anno permesso di restare al potere dopo 27 anni di governo, Stati Uniti e Regno Unito hanno inasprito le sanzioni contro Aleksander Lukashenko. Dal canto suo il presidente della Bielorussia ha negato qualsiasi coinvolgimento nell'uccisione del dissidente Vitaly Shishov, trovato impiccato martedì scorso a Kiev, in Ucraina, e ha detto che lascerà il potere “molto presto”.

Le sanzioni Usa

Le azioni del governo di Lukashenko, "dall'arresto di migliaia di manifestanti pacifici alla carcerazione di oltre 500 attivisti, leader della società civile, giornalisti e prigionieri politici, fino al dirottamento di un volo internazionale in violazione delle norme globali, sono un tentativo illegittimo di restare al potere ad ogni costo", ha dichiarato il presidente Joe Biden, nell'annunciare le nuove sanzioni, assicurando che gli Stati Uniti "sono al fianco del popolo bielorusso mentre persegue con coraggio le sue aspirazioni democratiche". Condannando "le attività illecite ed oppressive emerse dalle elezioni fraudolente del 9 agosto 2020", l'inquilino della Casa Bianca ha firmato un ordine esecutivo in cui si afferma che "le dannose attività del regime bielorusso ed i suoi abusi tesi a sopprimere la democrazia, l'esercizio dei diritti umani e le libertà fondamentali in Bielorussia, costituiscono una straordinaria minaccia alla sicurezza nazionale e politica estera degli Stati Uniti".

Sanzioni britanniche

Anche il Regno Unito di Boris Johnson ha varato un nuovo pacchetto di sanzioni contro la nazione ex sovietica e tra le misure punitive adottate spiccano quelle contro l'export di prodotti petroliferi e fertilizzanti, importanti voci del bilancio statale a Minsk. Viene inoltre vietato ai vettori aerei bielorussi di sorvolare o atterrare nel Regno Unito e in particolare di fornire assistenza tecnica alla flotta personale del presidente Lukashenko. "Queste sanzioni dimostrano che il Regno Unito non accetterà le azioni di Lukashenko dopo le elezioni fraudolente" dello scorso anno, ha affermato il ministro degli Esteri Dominic Raab, sostenendo che Minsk "continua a reprimere la democrazia e a violare i diritti umani in Bielorussia".

La difesa di Lukashenko

"Non c'è bisogno di tirare a indovinare quando Lukashenko si dimetterà, sarà molto presto", ha detto lo stesso presidente bielorusso, parlando di sé stesso in terza persona in una conferenza stampa nella capitale del Paese in cui ha smentito ogni coinvolgimento nella morte dell'attivista Shishov. Lukashenko ha detto sprezzante che l'uomo, a capo di una ong che si occupava della diaspora bielorussa, non era "nessuno". "Shishov, ma chi è per me o per la Bielorussia? Non è nessuno per noi, chi sarebbe andato a prenderlo?". La polizia ucraina ha aperto un'inchiesta per "suicidio o per omicidio mascherato da suicidio". Riguardo alle accuse di Bruxelles, di usare i flussi di migranti irregolari verso l'Europa come forma di pressione contro le sanzioni, ha poi detto: "Non stiamo ricattando nessuno e non stiamo minacciando nessuno. Ci avete messo in condizioni di dover reagire e stiamo reagendo. Scusateci, lo stiamo facendo per quanto possibile, al meglio delle nostre capacità", ha detto.

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