Salvini prende le distanze da Berlusconi: “Con noi al governo, ultima chance per l'Europa. O cambia, o fuori dall'Ue”

Intervista al leader della Lega in quello che potrebbe essere il suo “ultimo” giorno da eurodeputato dopo 9 anni a Strasburgo. Da Macerata alla Turchia, passando per il Cavaliere. Senza risparmiare un attacco diretto a Juncker: “Ridicolo che uno come lui governi 500milioni di europei”

© European Union 2018 - Source : EP

“E' l'ultima chance che diamo all'Europa come Italia e come italiani. O l'Ue cambia, o penso che gli italiani ne prenderanno atto, ringrazieranno e saluteranno”. Il candidato premier della Lega Matteo Salvini non ci sta ad ammainare la bandiera che ha sventolato in questi 9 anni tra Bruxelles e Strasburgo. Neppure in nome dell'alleanza con il sempre più europeista Silvio Berlusconi. E tanto più in quella che potrebbe essere la sua ultima presenza da eurodeputato al Parlamento Ue. A poche settimane dal voto, il messaggio al Cavaliere sembra chiaro: la doppia appartenenza dell'Italia all'Ue e all'Euro non è un moloch. E, con la Lega al governo, potrebbe essera messa in discussione. 

Salvini, dopo 9 anni al Parlamento europeo, qual è il bagaglio di esperienze che porta con sé?

“Quello che ho imparato è che le battaglie in Europa bisogna farle, alcune le vinci alcune le perdi. Se non combatti, se non voti, se ti arrendi, hai perso prima di cominciare. Qualche battaglia l'abbiamo vinta: penso alla norma sui pagamenti ritardati che dovrebbe servire ad aiutare le imprese e costringere l'ente pubblico a pagare entro 60 giorni, cosa che in Italia non avviene. Penso alle battaglie in difesa della nostra agricoltura, della nostra pesca, del nostro commercio, che stiamo ancora combattendo. Sull'immigrazione invece, hanno cambiato nomi ma non hanno cambiato approccio. Qualcuno dice più Europa, io dico più Italia. Qualcuno dice che prima viene la normativa comunitaria, io dico che prima viene la Costituzione e la legge negli interessi degli italiani. Dal 5 marzo combattero' queste battaglia con più potere e venendo in Europa portando avanti gli interessi italiani e non da servo come troppi primi ministri italiani hanno fatto”.

Quando parla di battaglie, si riferisce anche all'Euro?
“E' una moneta tedesca. O cambiano i parametri, più libertà sui vincoli, o la cambieranno i popoli”.

Sui migranti, lei dice che l'Italia ha perso la battaglia in Europa. Pensa che ci sia un legame tra il raid di Macerata e quanto deciso finora a Bruxelles?
“Sui migranti l'Unione europea è come l'orchestra che continua a suonare mentre il Titanic affonda. Sottovalutano i problemi che hanno creato e stanno creando con l'immigrazione di massa e con la sottomissione all'Islam, come si è visto con l'imbarazzante e squallida visita di Erdogan in Italia. Quando fai entrare 600mila persone, hai 250mila reati all'anno commessi da stranieri, quando hai il 40% della popolazione carceraria composta da immigrati, rischi di creare lo scontro sociale. Scontro che sono convinto che qualcuno ha voluto, perché non è solo incompetenza, incapacità, ottusità, idiozia, ma penso anche a qualcuno che vuole lo scontro sociale. Noi lo disinneschiamo dove governiamo a livello locale risolvendo i problemi. E lo faremo dopo il 4 marzo quando governeremo a livello italiano, punendo chiunque delinqua, chiunque spari, perché la violenza non è mai la soluzione. Bisogna risolvere i problemi alla radice e non vedo l'ora di avere il potere per farlo”.

Quindi è d'accordo con la proposta di Silvio Berlusconi di rimatriare 600mila migranti.
“Occorre tornare a difendere i confini, dal 5 marzo io mi faccio carico del futuro degli italiani e lo faccio volentieri. Bisogna lavorare perché negli ultimi anni si è lavorato poco e male. Bisogna fare degli accordi bilaterali con i paesi esportatori di esseri umani, occorre contare di più in questo Palazzo che è un palazzo tedesco e non europeo”.

Nel suo ultimo viaggio a Bruxelles, Berlusconi ha riallacciato i rapporti con il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. Lei che ne pensa? 
“Juncker ha governato per quasi 20 anni un paradiso fiscale come il Lussemburgo, che aiutava le multinazionali a non pagare le tasse dove lavoravano. Come fa un tizio del genere a governare 500 milioni di europei. E' una barzelletta”.

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Oggi, nel suo intervento al Parlamento Ue, ha attaccato anche la Turchia. Ma Ankara vuole entrare nell'Unione. 
“E' vergognoso solo parlarne. A Strasburgo parliamo di diritti umani, di democrazia, di libertà di pensiero. Erdogan rappresenta un regime islamico, sanguinario, che uccide incarcera e perseguita, che non riconosce il genocidio degli Armeni. E io non capisco come ci si possa sedere al tavolo e stringere una mano che gronda sangue a un personaggio del genere. Un personaggio che l'Europa ha riempito di soldi. Parliamo di 10 miliardi di soldi per la pre-adesione. Quindi è chiaro ed evidente. Non so cosa ne pensino Renzi e Berlusconi. Ma con la Lega al governo la Turchia non entrerà mai in Europa”. 
 

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