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Mercoledì, 17 Aprile 2024
La svolta / Finlandia

Salvini "perde" la Finlandia: il partito di ultradestra passa con Meloni

Nato e Russia dietro la decisione della formazione guidata da Riikka Purra, che potrebbe entrare nel nuovo governo di Helsinki

“Le elezioni in Finlandia certificano la crescita degli alleati della Lega mentre la sinistra perde voti, seggi e maggioranza". Sono passati appena tre giorni da quando il Carroccio affidava a una nota stampa la sua felicità per la buona affermazione elettorale del Partito dei Veri Finlandesi, la formazione di ultradestra che ha forti probabilità di far parte del nuovo governo di Helsinki. Del resto, il partito guidato da Riikka Purra era fino a ieri uno degli alleati di Matteo Salvini al Parlamento europeo, con cui condivide la comune appartenenza al gruppo Identità e democrazia (Id). Fino a ieri, per l'appunto: già, perché Purra e i suoi hanno annunciato in queste ore l'addio a Id per entrare a far parte dell'Ecr, il gruppo dei conservatori europei guidato da Giorgia Meloni.

La scelta è in qualche modo legata alla prospettiva di passare da 'partito di lotta' a 'partito di governo'. Una transizione che, in questo momento storico, necessità di massima chiarezza su un punto: l'adesione della Finlandia alla Nato e l'abbandono della storica neutralità nei confronti della Russia. L'annuncio dei Veri finlandesi, non a caso, è arrivato proprio all'indomani dell'ufficiale ingresso di Helsinki nell'Alleanza atlantica. E Purra adesso vuole dimostrare di essere pronta ad assumere incarichi internazionali nell'esecutivo scrollandosi di dosso le ombre di legami con ambienti filorussi. Ombre che invece continuano a pesare su Identità e democrazia.

Il "cambiamento radicale nella politica di sicurezza della Finlandia" causato dalla guerra della Russia contro l'Ucraina ha portato il partito a "riesaminare le reti di cooperazione internazionale", si legge in una dichiarazione del Partito dei Veri finlandesi. Per questo, la leadership del partito "ha deciso all'unanimità" di unirsi a un gruppo "i cui partiti membri sono uniti dalla difesa senza compromessi della civiltà occidentale e dell'architettura della politica di sicurezza europea", un obiettivo che può essere "promosso al meglio attraverso il Parlamento europeo come membro del gruppo Ecr”.

Per il Partito dei Veri finlandesi si tratta di un ritorno nella casa dei conservatori: fino al 2019, infatti, facevano parte dell'Ecr. L'alleanza con Id è durata poco, e segna un altro punto a favore di Meloni nella competizione europea tutta a destra tra i cosiddetti sovranisti, guidati dalla Lega e Marine Le Pen, e i conservatori, che vedono nell'asse tra Fratelli d'Italia e il Pis polacco (da tempo saldamente a comanda del governo di Varsavia).

Oggi, al Parlamento europeo, i due gruppi hanno pressoché lo stesso numero di eurodeputati, e siedono entrambi all'opposizione di una maggioranza composta da Ppe (centrodestra), Socialisti e democratici (centrosinistra) e liberali (di cui fanno parte Calenda e Renzi). Le prossime elezioni Ue sono previste nel maggio 2024, e i sondaggi nazionali danno in crescita la pattuglia dell'Ecr, tanto che c'è chi prospetta una possibile storica alleanza tra il Ppe e i conservatori che spinga all'opposizione il centrosinistra.

Perché questo avvenga, oltre ai numeri dell'Eurocamera, serve anche (se non soprattutto) aumentare il peso dell'Ecr al Consiglio degli Stati membri. Oggi, i conservatori possono contare sui leader dei governi di Italia, Polonia e Repubblica ceca. C'è poi la Svezia, con i Democratici svedesi che sono di fatto entrati nella maggioranza che sostiene il governo di Stoccolma. Se il leader del centrodestra finlandese e vincitore delle urne, Petteri Orpo, siglerà un'alleanza con Purra, allora l'Ecr potrebbe far leva anche sulla Finlandia. A quel punto, per i conservatori europei la stanza dei bottoni dell'Ue potrebbe essere più vicina. 

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