"No al blocco navale Ue", Salvini contro Meloni. E Di Maio smentisce richiesta

Secondo alcuni giornali, l'Italia avrebbe chiesto di riattivare l'operazione militare europea Sophia per far rispettare l'embargo Onu sulle armi in Libia. "Lo avevamo proposto noi", dice la leader di FdI. Ma l'ex ministro della Lega non ci sta: "Favorisce i clandestini"

Un'operazione di salvataggio della missione Sophia

L'Italia avrebbe proposto all'Unione europea di coordinare un'azione militare nel Mediterraneo centrale nell'ambito dell'operazione Sophia. E creare cosi' una sorta di blocco navale per far rispettare l'embargo alla vendita di armi in Libia, magari fermando anche il passaggio dei mezzi dell'esercito turco. E' questa l'indiscrezione circolata in queste ore sui media italiani. Una proposta che dovrebbe servire, secondo quanto si legge, a fermare lo scoppio di una guerra civile nel Paese nordafricano e a bloccare le ingerenze di Ankara. La notizia è stata subito smentita dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Ma questo non è bastato a scatenare dichiarazioni e polemiche in Italia, con risultati paradossali: perché se la leader di FdI, Giorgia Meloni, ha rivendicato la paternità di questa idea, sostenendo che un'operazione del genere bloccherebbe i flussi di migranti dal Nord Africa, il suo alleato nel centrodestra, Matteo Salvini, ha bocciato la proposta, dicendo che aprirebbe i porti italiani ai clandestini.

Cos'è Sophia

Per capire cosa ci sia dietro questo nuovo cortocircuito politico intorno all'Ue, bisogna fare qualche passo indietro, partendo dall'operazione Sophia. Questa operazione fu lanciata nel giugno 2015 al culmine della crisi migratoria europea, su pressioni, tra gli altri, dell'Italia, che chiedeva di non essere lasciata sola nelle attività di salvataggio: alcuni Paesi, tra cui la Germania, misero a disposizione delle navi militari per aiutare la nostra Guardia costiera a salvare i migranti nel Mediterraneo. A coordinare il tutto l'Ue, che ha posto a capo dell'operazione l'ammiraglio italiano Credendino. Quando al governo sale la Lega, la posizione del nostro Paese cambia: per Salvini, le navi di Sophia sono come quelle delle ong, ossia favoriscono la partenze dei clandestini. E cosi', prima di far cadere l'esecutivo Conte I, il leader della Lega ottiene lo stop all'uso di navi militari: Sophia prosegue, ma senza navi resta una scatola vuota. 

Migranti e crisi libica

In quegli stessi mesi, Meloni e Fratelli d'Italia lanciavano una campagna per imporre un blocco navale nel Mediterraneo centrale, in modo da fermare le ultime imbarcazioni "straniere" rimaste a salvare i migranti in fuga da Libia e Tunisia, quelle appunto delle ong. La proposta non avrà seguito e cade nel dimenticatoio. Almeno fino a oggi. O meglio fino allo scoppio della nuova crisi interna alla Libia.

Come abbiamo raccontato, il governo di Tripoli, riconosciuto dall'Onu, ha cominciato a temere che i sostegno dei suoi alleati, tra cui l'Italia, non fosse più sufficiente a fermare l'avanzata del generale Haftar, che con il suo esercito controlla la Cirenaica, la regione a nord-est della Libia, e che sarebbe sostenuto, tra gli altri, da Francia e Russia. E cosi', alla fine del 2019, ha chiesto e poi ottenuto l'invio di truppe militari dalla Turchia, in barba all'embargo sulle armi in Libia imposto dal Consiglio di sicurezza Onu nel lontano 2011.

La mossa ha mandato su tutte le furie il nostro governo, che adesso sta cercando di coinvolgere l'Ue per non perdere i suoi legami con Tripoli. Dopo aver tentato invano di organizzare una missione nella capitale libica, martedi' 7 gennaio a Bruxelles, Di Maio ha incontrato i colleghi di Francia, Germania e Regno Unito, oltre all'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell. E in quel meeting, secondo alcuni quotidiani italiani, sarebbe emersa l'idea di rianimare l'operazione Sophia: rimettere in campo (o meglio in acqua) le navi militari europee e creare un blocco navale per far rispettare l'embargo sulle armi (che secondo diverse fonti, non sarebbe stato rispettato non solo da Ankara, ma anche da Paesi come Libano, Emirati Arabi e Russia

La polemica sul blocco navale

L'idea, che sia vera o meno, è piaciuta subito a Giorgia Meloni: "Ora la Ue propone un blocco navale in Libia. Quindi si poteva fare anche prima? Sono anni che Fratelli d'Italia propone di fare un blocco navale al largo della Libia per proteggere i confini italiani ed europei dall'immigrazione illegale di massa e da possibili infiltrazioni terroristiche. Ci hanno detto tutti che non si poteva fare perché è un atto di guerra", ha detto la leader di FdI. 

Di diverso avviso, pero', l'altro esponente di punta del centrodestra italiano, Salvini: "L'Ue non tocca palla né in Libia né in Medio Oriente, ma ora vorrebbe riproporre Sophia, la missione europea che ha fatto arrivare 45mila immigrati arrivare sempre e solo in Italia. Con la Lega al governo l'avevamo bloccata: Conte-Pd-5Stelle non si azzardino a dare il via libera, umiliando l'Italia per l'ennesima volta", ha dichiarato a stretto giro di posta il leader della Lega.

La smentita di Di Maio, bacchettato da Pinotti

Forse anche sotto la pressione delle polemiche interne, nonostante i delicati impegni tra Bruxelles, Nord Africa e Medio Oriente proprio per la crisi libica, il ministro Di Maio ha tenuto a precisare su Facebook che "in sede europea non si è mai parlato di riattivare Sophia, al contrario. Pensiamo invece che servano misure serie per attivare e soprattutto far rispettare un embargo complessivo via terra, via aerea e via mare nel Mediterraneo. Bisogna smetterla di vendere armi, bisogna fermare ogni interferenza esterna in Libia", ha scritto su Facebook. 

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E siccome le polemiche non finiscono mai, ecco che su Twitter arriva il messaggio di Roberta Pinotti, ex ministro Pd della Difesa (nonché membro del governo che chiese e ottenne l'operazione navale Ue): "La missione Sophia aveva tra i suoi compiti anche il controllo embargo delle armi verso la Libia", scrive rivolgendosi proprio a Di Maio.

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