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Venerdì, 27 Gennaio 2023
L'accusa / Libia

Salvini è stato denunciato alla Corte penale internazionale

Insieme all'ex Alto rappresentante Ue Mogherini e all'ex ministro dell'Interno Minniti è accusato di "crimini contro l'umanità nei confronti di migranti e rifugiati" per gli accordi con la Libia

Matteo Salvini, Marco Minniti, Federica Mogherini sono stati denunciati alla Corte penale internazionale (Cpi) che è stata così invitata ad indagare su "crimini contro l'umanità nei confronti di migranti e rifugiati, intercettati in mare e sistematicamente riportati e detenuti in Libia", dove sono sottoposti a "detenzione sistematica".

A sporgere la denuncia è stato l'European Center for Constitutional and Human Rights (Ecchr), una ong di giuristi che ha sede a Berlino e che si occupa di diritti umani, la quale ha messo a punto un dossier con il sostegno di Sea-Watch, che ha richiesto il procedimento ex articolo 15 Statuto di Roma in cui chiede alla Cpi di "indagare sulla responsabilità penale individuale di funzionari di alto livello degli Stati membri dell'Ue e delle agenzie dell'Ue in merito a molteplici e gravi privazioni della libertà personale, risultanti da operazioni di intercettazione in mare tra il 2018 e il 2021".

I respingimenti in mare sono iniziati nel febbraio 2017, quando il governo italiano, attraverso l'allora ministro dell'interno Minniti, ha stretto un accordo con Tripoli, offrendosi di finanziare, equipaggiare e addestrare la sua guardia costiera affinché intercettasse e riportasse le imbarcazioni in Libia, dove però diverse agenzie umanitarie hanno dichiarato che questi avrebbero subito abusi e torture. L'accordo italiano è stato anche approvato dal Consiglio europeo. L'accordo si è rivelato efficace nel ridurre l'immigrazione, con un calo dell'81% del numero di persone arrivate sulle coste meridionali dell'Italia nella prima metà del 2018 rispetto allo stesso periodo del 2017. La misura è stata rinnovata per altri due anni nel 2020 e nuovamente all'inizio di questo mese per un anno. Il patto costa all'Italia 13 milioni di euro all'anno.

Nella denuncia il dito viene puntato contro gli ex ministri dell'Interno italiani, Minniti e Salvini, l'ex Alto commissario Mogherini ma anche contro l'attuale e l'ex premier di Malta, Robert Abela e Joseph Muscat, l'ex direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, nonché membri dei Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo italiano e maltese e funzionari di Eunavfors Med e del Servizio europeo per l'azione esterna (Seae). La denuncia si basa su prove e testimonianze dirette raccolte da Sea-Watch e da altre organizzazioni di soccorso marittimo e della società civile, oltre che da giornalisti investigativi, e esamina dodici episodi di "privazione della libertà personale, che hanno avuto origine in mare, mettendo in luce la responsabilità individuale di funzionari di alto livello".

Secondo la ong tali operazioni "si inseriscono in un sistema diffuso di sfruttamento, che prende di mira tali gruppi vulnerabili in Libia". "L'attuale sistema di supporto da parte dell'Ue alle capacità e alle operazioni della cosiddetta Guardia costiera libica lungo la rotta del Mediterraneo centrale non sta salvando vite umane. Le prove fornite nella denuncia indicano che queste operazioni potrebbero configurarsi come crimini contro l'umanità consistenti in gravi privazioni della libertà personale",ha dichiarato Andreas Schueller, direttore del programma di International Crimes and Accountability presso l'Ecchr, che ha ricordato che "il diritto marittimo internazionale prevede che le persone soccorse in mare debbano essere sbarcate in un luogo sicuro", sostenendo che "nessuno dovrebbe essere riportato in Libia dopo essere stato soccorso in mare".

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