Commissione e Parlamento Ue, Salvini prova a piazzare due leghisti

Il viepremier punta ad avere un commissario europeo e un vicepresidente di Strasburgo che siano espressione diretta del Carroccio. In pole Giorgetti e Bizzotto. Il M5s resterebbe senza cariche

No a una soluzione di compromesso che porti a Bruxelles una figura terza rispetto ai due partiti di maggioranza. Matteo Salvini rompe gli indugi e, nel pieno delle trattative tra i leader Ue per la composizione della futura Commissione europea, chiede a gran voce che il commissario in quota Italia sia un esponente della Lega. Considerati anche i negoziati paralleli che si stanno tenendo a Strasburgo per le cariche principali dell'Europarlamento, il Carroccio potrebbe raddoppiare ottenendo un suo vicepresidente. Mentre il M5s rischia di restare a secco di poltrone di peso europee. 

E' quanto sta emergendo in questo ore nei corridoi delle istituzioni Ue. L'Italia, e questo si sapeva, non avrà più rappresentanti nei cosiddetti 'top job' europei, ossia le presidenze di Commissione, Consiglio, Parlamento e Bce (a cui si unisce l'Alto rappresentante per la politica estera). Ecco perché il premier Giuseppe Conte sta lavorando per ottenere almeno un commissario di peso. I portafogli che piacerebbero al governo sono quelli economici, aggettivo generico al cui interno c'è un po' di tutto, dalla concorrenza all'agricoltura, passando per l'industria. Di questi citati, il più prestigioso è sicuramente la concorrenza, mentre in molti sottolineano che l'industria, al di là del nome, è stata negli ultimi anni una scatola vuota. Si vedrà.

Quel che è certo è che Salvini vuole un esponente del partito a ricoprire la carica che sarà assegnata all'Italia: "Un commissario europeo a Bruxelles che si occupi di economia e che per la prima volta nella storia dell'Europa sia indicato dalla Lega. E' questo il tentativo che faremo fino in fondo. Noi vogliamo un uomo o una donna della Lega che vada a Bruxelles a difendere gli interessi degli italiani per 5 anni. E' questa una partita che possiamo e vogliamo vincere", ha detto il ministro degli Interni durante un comizio.

Tra i nomi che circolano per il ruolo di commissario c'è quello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti. Anche se a Bruxelles non si esclude la nomina di Enzo Moavero Milanesi, attuale ministro degli Esteri con un trascorso nei governi Monti e Letta: quello che gli manca è la tessera di uno dei due partiti di maggioranza, ma proprio questo potrebbe essere utile qualora il M5s si dovesse mettere di traverso alle pressioni di Salvini.

Ma la Commissione non è l'unica istituzione in cui il leader del Carroccio sta conducendo la sua personale partita europea. Questa settimana dovrebbero venire decise le nomine nei posti chiavi del Parlamento Ue. La Lega, pur essendo all'opposizione, potrebbe ottenere una vicepresidenza dell'Aula. Il gruppo dei sovranisti di cui fa parte il Carroccio, Identità e democrazia, avrebbe diritto, secondo il metodo d'Hondt con cui i partiti europei si spartiscono le cariche di Strasburgo, alla presidenza di due commissioni parlamentari. Ma la coalizione di maggioranza si starebbe mettendo di traverso per bloccare i candidati di Salvini e Marine Le Pen.

Come 'consolazione', Identità e democrazia potrebbe ricevere una vicepresidenza, prestigiosa come carica, ma meno 'efficace' quando si tratta di dare un'impronta ai testi legislativi. A ogni modo, la Lega non disdegnerebbe questa eventualità: essendo il primo partito del gruppo dei sovranisti, la vicepresidenza andrebbe a un uomo del Carroccio. Ma sarebbe meglio dire a una donna: in pole, infatti, c'è Mara Bizzotto, capogruppo della Lega nella passata legislatura dell'Eurocamera.

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