Ue salva banca tedesca. M5s: "All'Italia non è stato permesso"

L'Antitrust di Bruxelles ha dato l'ok agli aiuti pubblici per la NordLB. Il 5 stelle Pedicini attacca: "Due pesi e due misure, per un caso simile i risparmiatori italiani hanno subìto pesanti ricadute"

Se i denari sono quelli pubblici dei Land tedeschi, l'aiuto di Stato non c'è. Se invece sono quelli delle banche italiane, dunque dei privati, ecco che Bruxelles blocca tutto in nome delle regole Ue antitrust. In estrema sintesi, è questa l'accusa che il Movimento 5 stelle muove alla Commissione europea dopo che la vicepresidente alla Concorrenza, Margarethe Vestager, ha dato il via libera al salvataggio della banca NordLB, proprietà di due Stati federali tedeschi (il Land della Bassa Sassonia e il Land della Sassonia-Anhalt).

Due pesi e due misure?

Il piano servirà a ricapitalizzare l'istituto, entrato in crisi dopo la cessione di una serie di crediti deteriorati (prestiti che la banca non riusciva più a recuperare), con un aumento di capitale e garanzie che nell'insieme valgono 3,6 miliardi di euro. Di cui buona parte saranno sborsati proprio dai Land. La decisione ha riacceso immediatamente i malumori di chi, in Italia, non ha mai digerito quanto successo con Tercas, piccola banca abruzzese cui la stessa Vestager aveva negato il piano di salvataggio proposto dall'Italia, che prevedeva l'uso di risorse del Fitd, il Fondo interbancario di tutela dei depositi (i cui soldi sono delle banche italiane, quindi privati). "Chiediamo che la Commissione europea venga a spiegare le ragioni di questo provvedimento al Parlamento europeo - ha attaccato l'eurodeputato dei 5 stelle Piernicola Pedicini - La ricapitalizzazione della banca tedesca NordLB non è considerata aiuto di Stato, mentre per Tercas lo era".

Il caso Tercas

Il nome Tercas è forse sconosciuto ai più, ma la sua vicenda ha in qualche modo condizionato le mosse dell'allora governo di Matteo Renzi sui salvataggi delle varie Banca Etruria e banche venete. Ma cosa è successo di preciso? Nel 2013, come dicevamo, Tercas va in crisi e l'Italia propone a Bruxelles un piano che prevede l'uso di un fondo partecipato dalle stesse banche tricolore, il Fidt per l'appunto. La risposta dell'Antitrust Ue arriva nel 2015 ed è negativa: il piano viola le regole sugli aiuti Stato non perché i soldi messi siano “pubblici”, ma perché il Fitd agisce sotto "l’influenza e il controllo dello Stato“.

La mossa di Bruxelles non blocca solo Tercas, ma anche altri salvataggi in corso, tra cui quelli della Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche e Banca Etruria, dove il Fitd era pronto a intervenire.  L’allora governo Renzi, infatti, decide di rispondere ai dubbi di Bruxelles, anticipando la decisione dell’Antitrust e varando il discusso “salvabanche”, al cui interno rientra anche CariChieti. Nel nome del rispetto delle norme Ue, vengono esclusi dalle tutele previste dal salvataggio quei risparmiatori che avevano sottoscritto obbligazioni subordinate. Tra cui centinaia di famiglie che, si scopri’ in seguito, erano state truffate dai manager bancari per ripianare i buchi di bilancio.  

La sentenza del Tribunale Ue

Se la decisione di Bruxelles fosse stata corretta da un punto di vista formale, la polemica, forse, si sarebbe chiusa li'. Ma ecco che nel marzo scorso arriva un nuovo colpo di scena: il tribunale annulla la decisione dell'Ue, ritenendo le motivazioni infondate. Peccato, pero', che ormai il danno era stato fatto. Ecco perché adesso il M5s torna all'attacco, tanto più che nel caso della NordLB è palese la mano pubblica nell'operazione di salvataggio: "L'errore della Commissione - dice ancora Pedicini - è costato infatti diversi miliardi di euro all’Italia. Il Movimento 5 stelle aveva già nella precedente legislatura con svariate interrogazioni denunciato questa politica dei due pesi e due misure che è inaccettabile. I risparmiatori italiani hanno gli stessi diritti di quelli tedeschi, eppure per Bruxelles non sembra così”, aggiunge.

La replica di Bruxelles

Accuse a cui ha risposto la portavoce della Commissione Ue, Arianna Podestà, spiegando che quando si tratta di aiuti di Stato, "ogni caso va valutato singolarmente". Nel caso di NordLB, dice Podestà, "la Commissione ha esaminato i piani sottoposti dalla Germania e ha potuto concludere che le operazioni verranno condotte alle stesse condizioni che un operatore privato avrebbe accettato e che quindi non includono aiuti di Stato". "Una conclusione simile - continua la portavoce - è stata tratta in altri casi, nei quali gli Stati membri hanno notificato misure che non comportavano aiuti di Stato".

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Uno di questi casi, ricorda Podestà, riguarda proprio l'Italia, ed è quello della Gacs, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, che ha aiutato le banche italiane a sgravare i propri bilanci dei crediti deteriorati. In altre parole, secondo la Commissione, se oggi avessero bocciato il salvataggio dell'istituto tedesco, avrebbero dovuto farlo prima anche con la Gacs italiana. Per fortuna degli istituti tricolore questo non è avvenuto. E il precedente ha giovato anche alla NordLB. Con buona pace di Tercas, Banca Etruria e via dicendo.   

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