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Mercoledì, 17 Aprile 2024
I focolai

"Kebab alla salmonella": così il super batterio Virchow ha trovato casa in Europa

Continui focolai dal 2017. Sotto inchiesta la filiera di produzione della carne di pollame. Il batterio è invasivo e può essere resistente agli antibiotici, portando al ricovero di chi viene colpito

C'è un sospettato nei misteriosi focolai di salmonella che continuano a colpire l'Europa dal 2017: il kebab. Secondo uno studio congiunto dell'Ecdc, il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, e l'Efsa, l'autorità Ue per la sicurezza alimentare, sarebbe il pollo utilizzato negli spiedi dei ristoranti di kebab il probabile veicolo di infezione. 

Questi focolai, legati a un ceppo specifico, la "Salmonella Virchow", sono segnalati da anni in diversi Paesi europei: i casi finora registrati dalle autorità Ue sono 210. Il Paese più colpito è la Francia, con 111 segnalazioni. Seguono Paesi Bassi (34), Regno Unito (32), Germania (26), Irlanda (4), e Danimarca (2). Un caso è stato riscontrato anche negli Stati Uniti. 

La Salmonella Virchow, ricorda una nota dell'Ecdc, può causare lieve gastroenterite nell'uomo, ma il batterio è invasivo e può essere resistente agli antibiotici, portando al ricovero di chi viene colpito (il tasso di ospedalizzazione è intorno al 30% nei casi analizzati in Francia e Germania). "Le informazioni disponibili hanno mostrato che i prodotti a base di carne di kebab contenenti carne di pollo sono i probabili veicoli di infezione - scrive l'Ecdc - L'infezione dovrebbe arrivare dalla filiera di produzione della carne di pollame dell'Ue, in Francia, Germania, Irlanda e Paesi Bassi. In assenza di numeri di lotto dei prodotti kebab contaminati non è stato possibile stabilire con precisione la fonte o le fonti di infezione".

Per questa ragione, l'Ecdc ha chiesto ai Paesi colpiti di aumentare le ricerche "È probabile che si verifichino nuove infezioni" in Europa, avvertono gli esperti Ue, "fino a quando non verranno eseguite ulteriori indagini per identificare la fonte o le fonti e i punti di contaminazione lungo la catena di produzione della carne di pollo, comprese le linee di produzione primaria a monte. Ciò consentirà di attuare adeguate misure di controllo", conclude la nota.  


 

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