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VVD party leader Mark Rutte responds in the Lower House to the results for the Lower House elections in The Hague, the Netherlands, the Netherlands, 17 March 2021. According to initial exit polls, Prime Minister Mark Rutte's center-right party VVD won the most seats in the parliament in the parliamentary elections. EPA/BART MAAT

VVD party leader Mark Rutte responds in the Lower House to the results for the Lower House elections in The Hague, the Netherlands, the Netherlands, 17 March 2021. According to initial exit polls, Prime Minister Mark Rutte's center-right party VVD won the most seats in the parliament in the parliamentary elections. EPA/BART MAAT

L'Olanda conferma Rutte. E la progressista Kaag spodesta il ministro "anti-Italia"

Successo per il premier uscente, che potrebbe avere aumentato i seggi del suo partito. Calo netto di consensi, invece, per Hoekstra, il titolare dell'Economia che si oppose al Recovery fund per i Paesi Ue del Sud. La sorpresa sono i liberali di sinistra di D66, i meno "frugali" della coalizione di governo

È stato più forte delle polemiche sulla gestione della pandemia. E chi pensava che l'aver ceduto alle richieste dei Paesi del Sud Europa accettando il Recovery fund, e l'aver imposto un lockdown tra le proteste di piazza, avrebbero scalfito i suoi consensi, si è dovuto ricredere. Mark Rutte vola verso la riconferma a premier dei Paesi Bassi dopo le elezioni che si sono chiuse ieri sera. Il suo partito, il liberale Vvd, è accreditato di 36 seggi sui 150 del Parlamento olandese, tre in più di quelli che ha vinto nelle elezioni precedenti. E la coalizione di governo con cui ha guidato l'Olanda in questi anni, in particolare nell'ultimo complicato anno di pandemia, sembra persino rafforzarsi. Ma con un cambio di guardia nel ruolo di secondo pilastro dell'esecutivo che potrebbe essere letto come una buona notizia per l'Italia e per gli europeisti.

La sconfitta dell'"anti-italiano"

Il dato forse più significativo del voto olandese, infatti, è la sconfitta del Cda di Wopke Hoekstra, il giovane ministro dell'Economia del governo uscente che è balzato agli onori delle cronache europee per le sue posizioni frugali e anti Paesi Ue del Sud. Allo scoppio della pandemia, e con l'Italia alle prese con ospedali collassati e lockdown, Hoekstra si oppose con forza a quello che poi sarebbe diventato il Recovery fund. E chiese persino alla Commissione di indagare sui conti del nostro Paese. Fu l'inizio di un braccio di ferro a Bruxelles proseguito dallo stesso Rutte, che però alla fine trovò l'accordo. Hoekstra, da parte sua, ha continuato le sue battaglie frugali in casa, proponendo, in pieno lockdown e in piena campagna elettorale, di dimezzare gli assegni di disoccupazione per gli olandesi.

Avanzano i liberali di sinistra

I sondaggi sembravano premiare tali posizioni. Invece, le urne hanno punito Hoekstra: il suo Cda dovrebbe ottenere 15 seggi, 4 in meno delle precedenti elezioni. E il suo posto di leader di partito è già in bilico, scrive la stampa olandese. Al contrario, gli elettori hanno premiato (e non poco) i liberali di sinistra di D66, guidati da Sigrid Kaag: ex diplomatica, Kaag è stata coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano nel 2015-2017, e prima ancora si è occupata, sempre l'Onu, del team anti armi chimiche in Siria. È entrata in politica nel 2017, divenendo ministro del Commercio estero nel governo Rutte. Una nomina osteggiata dalla destra israeliana, viste le sue posizioni pro-Palestina (Paese da cui proviene il marito).

Olanda meno frugale?

Il D66 dovrebbe ottenere 27 seggi, ben 8 in più rispetto alle ultime elezioni. E spostare l'ago della bilancia all'interno della coalizione di Rutte verso politiche più progressiste. "Il popolo dei Paesi Bassi è pronto per l'ottimismo e la visione - ha detto Kaag dopo i primi exit poll - Ho sempre creduto, e stasera l'ho confermato, che gli olandesi non siano estremisti, ma moderati. Rispondono alla positività". Per Kaag, le politiche del prossimo governo dovranno essere "più progressiste, eque e verdi. Affrontare il cambiamento climatico non può aspettare. Dobbiamo investire nell'istruzione, in un buon alloggio e nello Stato di diritto". Parole che potrebbero consentire a Rutte, che di fatto è l'ago della bilancia della sua frastagliata coalizione, di tenere posizioni meno frugali al tavolo Ue. E in patria.

L'affermazione di D66 è anche una buona notizia per gli europeisti, viste le posizioni pro-Ue di Kaag e i suoi. Posizioni che potranno trovare l'appoggio di altre forze nel Parlamento olandese, come Volt, o anche laburisti e sinistra. Di contro, la temuta ondata populista di destra non vi è stata: il Pvv di Geert Wilders ha sì ripreso quota, ma è rimasto comunque lontano dal risultato delle ultime elezioni generali. Mentre le altre forze populiste e anti-Ue non hanno sfondato. 

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