Domenica, 25 Luglio 2021
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"Tornerò in Russia per portarla verso l’Ue". Navalny lancia la sfida a Putin

A meno di un anno dalle elezioni, l'oppositore vittima di avvelenamento porta la sua battaglia al Parlamento europeo. Poi attacca le sanzioni: "Finché gli yacht degli oligarchi rimangono attraccati a Monaco o a Barcellona, nessuno le prenderà sul serio"

Alexei Navalny (a sinistra) e Vladimir Putin (a destra)

A tre mesi dall’avvelenamento che lo ha portato a un passo dalla morte, Alexei Navalny ha le idee chiare. “Conto di riprendermi per poi tornare in Russia e ricominciare ad agire dall’interno del Paese” nella lotta contro il presidente Vladimir Putin. Poi lancia la proposta: “L’unico modo perché la Russia si sviluppi è una strada che ci porti verso l’Unione europea”. L'idea di un’Unione allargata al gigante russo è arrivata questa mattina dal palcoscenico più adatto, quello del Parlamento europeo. Il volto noto dell’opposizione a Putin, nonché leader del partito Russia del Futuro, ha partecipato a un’audizione presso la commissione Affari esteri. Gli eurodeputati, a meno di un anno dalle prossime elezioni russe, hanno chiesto ai principali esponenti dell’opposizione al Cremlino di raccontare la loro versione senza filtri del contesto politico e socioeconomico nel Paese. Ma gli invitati non hanno lesinato sulle critiche agli Stati Ue, alcuni dei quali ‘flirtano’ da anni con il Cremlino malgrado “l’enorme minaccia alla società europea” che tale vicinanza rappresenta. 

Putin come Lukashenko

“Se molti politici europei non avessero chiamato personalmente Putin dopo l’avvelenamento Navalny, non gli sarebbe stato consentito di lasciare la Russia e oggi non potremmo parlare con lui”, ha ricordato Ilya Yashin, presidente della municipalità moscovita di Krasnoselsky. “Il tasso di approvazione del Governo russo è sceso negli ultimi anni, il partito di Putin ha perso molte elezioni locali”, ha sottolineato Vladimir Milov, ex viceministro russo dell’Energia e oggi oppositore di Russia Unita, il partito di Governo. Milov ha paragonato la situazione attuale nella Federazione “a quello che è successo in Bielorussia quest’estate” e ha ricordato episodi di malcontento in aree urbane come in provincia, documentati "da video sui social". Ma sulle elezioni del 2021 la previsione è a senso unico: “Aljaksandr Lukashenko (in Bielorussia, ndr) ha preso l’80% dei consensi nei suoi dati e dovreste aspettarvi un risultato simile in Russia”, ha sostenuto con amarezza l’ex viceministro. 

Lo spettro delle elezioni fasulle

Il leader bielorusso viene citato anche da Navalny, così come “l’importanza chiave” delle pressioni Ue sul Governo di Minsk. “Lukashenko è il padre politico di Putin - si è spinto a dire Navalny - e ha un’enorme influenza nella politica russa” quindi “è un bene che l’Europa aiuti il popolo bielorusso a liberarsi da questo pazzo che oggi letteralmente tortura la gente”. “Putin farà elezioni-farsa come quelle di Lukashenko”, ha aggiunto Milov. “Non fanno neanche finta di contare i voti, ma pubblicano risultati decisi a priori”, hanno avvertito gli oppositori. 

L'Italia? La più vicina al Cremlino

Gli interventi degli eurodeputati cominciano sempre con parole di incoraggiamento per gli oppositori, ma non ha preso la parola nessuno dei cinque eurodeputati italiani membri della commissione parlamentare. Forse un segnale della vicinanza della politica italiana al Cremlino. “Putin è convinto che la scena mondiale sia governata da grandi soggetti con i quali può prendere accordi dietro le quinte”, ha attaccato Yashin. “Alcuni politici europei si accordano con lui apertamente, altri di nascosto”, ha aggiunto l’oppositore per poi fare i nomi dei più vicini al Cremlino: “Italia, Germania, Francia e Ungheria. Putin sostiene politici amici in Europa tramite i media e loro gli offrono un palco”, ha concluso Yashin. Quanto alle sanzioni Ue contro Mosca, Navalny taglia corto: “Dovrebbero puntare al denaro degli oligarchi del circolo di Putin” e non “al popolo russo”. “Finché gli yacht degli oligarchi rimangono attraccati a Monaco o a Barcellona, nessuno prenderà le sanzioni sul serio”, ha sostenuto con amarezza il personaggio simbolo dell’opposizione russa. 

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