L'Ue e l'Italia rinnovano le sanzioni alla Russia. Protesta Coldiretti: "Danno di 1 miliardo a export cibo"

Secondo un rapporto Ismea l'embargo imposto da Mosca è costato alla nostra industria agroalimentare 217 milioni di euro in mancate esportazioni. Ma il governo ha dato l'ok a Bruxelles

Avanti con le sanzioni alla Russia di Vladimir Putin per “l’annessione illegale” della Crimea e di Sebastopoli. I capi di Stato e di governo dell’Ue riuniti a Bruxelles hanno deciso di rinnovare per un altro anno, fino al 23 giugno 2020, le misure restrittive adottate sin dall’inizio della crisi ucraina, nel 2015. La decisione era già stata annunciata, l’unico dubbio era legata all’orizzonte temporale.

Passa la linea dura

C’era l’ipotesi di rinnovare le sanzioni solo per sei mesi, alla fine è passata la linea più dura, per dodici mesi. Dunque confermati divieti alle importazioni di prodotti originari della Crimea o di Sebastopoli nell’Ue, divieto di investimenti in Crimea o a Sebastopoli, vale a dire che nessun cittadino europeo e nessuna impresa con sede nell’eE può acquistare beni immobili o entità in Crimea, finanziare imprese della Crimea o fornire servizi correlati. Ancora, bando ai servizi turistici in Crimea e a Sebastopoli, in particolare le navi da crociera europee che potranno fare porto nella penisola di Crimea solo in caso di emergenza.

Non finisce qui. Le sanzioni economiche implicano lo stop alle esportazioni di determinati beni e tecnologie diretti a imprese della Crimea o destinati ad essere usati in Crimea nei settori trasporti, telecomunicazioni ed energia, in particolare prospezione, esplorazione e produzione di petrolio, gas e risorse minerali. È inoltre vietato fornire assistenza tecnica o servizi di intermediazione, di costruzione o di ingegneria relativi ad infrastrutture in detti settori. Non una buona notizia per il ‘made in Italy’ alimentare.

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Ripercussioni sul Made in Italy

Secondo un rapporto Ismea le tensioni tra Ue e Russia sono costate all’Italia 217 milioni di euro in mancate esportazioni verso il mercato russo. Il Cremlino, infatti, ha deciso di rispondere alle sanzioni europee con un embargo ad alcuni prodotti europei, tra cui quelli alimentari. Per Coldiretti, le perdite per il settore tricolore sono state di 1 miliardo in 5 anni: "All’azzeramento della spedizione di questi prodotti agroalimentari made in Italy in Russia e alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni si sommano - aggiunge l'organizzazione degli agricoltori - quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il made in Italy". Una situazione destinata a questo punto a durare, almeno per un altro anno. 

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