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Lunedì, 27 Giugno 2022
Guerra in Ucraina

Così la Russia blocca i risarcimenti alle famiglie dei soldati della Moskva

Putin aveva promesso un indennizzo di quasi 85 mila euro per ogni caduto in Ucraina. Ma il Cremlino non risponde ai genitori dei militari e mette il segreto di Stato sul numero di vittime

È giallo sulle sorti degli oltre 500 soldati a bordo della nave militare russa Moskva. Com’è noto, l’incrociatore è affondato lo scorso 14 aprile dopo i pesanti danni dovuti o a un incendio a bordo (come sostenuto da Mosca) o a un bombardamento di missili ucraini (secondo la ricostruzione di Kiev). Intanto il Cremlino non ha ancora fatto chiarezza sul destino dell'equipaggio di 510 persone a bordo della nave. Mentre la Moskva era ancora a galla, il governo russo aveva garantito che il personale era stato evacuato. Ma cinque giorni dopo l’affondamento, le famiglie dei soldati si chiedono ancora che fine abbiano fatto i loro cari.

Il numero di morti, feriti e dispersi nel principale disastro navale dall’inizio della guerra in Ucraina resta un segreto di Stato. Dietro a questa scelta, oltre alle motivazioni strategiche sul conflitto in corso, potrebbero esserci anche considerazioni di carattere economico. Lo scorso 3 marzo il presidente russo Vladimir Putin aveva infatti promesso “un pagamento forfettario di 7.421.000 rubli” a tutte le famiglie “dei nostri militari uccisi durante l'operazione militare speciale in Ucraina”, ovvero nell’invasione del Paese dell’Est Europa. Considerando gli attuali tassi di cambio, la compensazione per ogni militare caduto dovrebbe essere di poco inferiore agli 85 mila euro. Putin aveva promesso anche un risarcimento di 3 milioni di rubli per i feriti, un ammontare di poco superiore ai 34 mila euro.

L’annuncio del presidente russo aveva messo a tacere la tesi di Kiev secondo la quale Mosca pagava 93 euro alle famiglie dei soldati caduti. Tuttavia, all’epoca della promessa di Putin il rublo si era svalutato toccando il minimo storico, mentre oggi la moneta russa si è ripresa tornando ai valori precedenti all’inizio del conflitto armato in Ucraina. Una bella notizia per l’economia di Mosca che rischia però di rendere ben più costosa la promessa di risarcimento alle famiglie dei soldati caduti in guerra. Intanto, i loro appelli per sapere la verità si fanno sempre più insistenti. 

Tanti degli uomini a bordo della Moskva erano soldati di leva, come raccontato da diverse testimonianze raccolte dal giornale britannico The Guardian. Tra loro c’era anche Andrei, figlio di Yulia Tsyvova. La mamma l’ha cercato senza sosta nelle ore dopo l’affondamento della nave. “Aveva solo 19 anni, era un soldato di leva”, ha detto la madre mentre confermava in lacrime di aver avuto conferma della morte di Andrei. “Non mi hanno detto nient'altro, nessuna informazione su quando sarebbe stato il funerale. Sono sicura che non è l'unico ad aver perso la vita”, ha aggiunto la donna.

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