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Domenica, 26 Giugno 2022
Le trattative / Ucraina

"Russia rinuncia alla 'denazificazione' dell'Ucraina e accetta la sua adesione all'Ue"

Secondo le anticipazioni del Financial Times Mosca non porterà questa richiesta al tavolo dei negoziati in Turchia, resta però il no assoluto all'adesione alla Nato

Ai colloqui a Istanbul, in Turchia, la Russia non chiederà più la ''denazificazione'' dell'Ucraina, né la sua ''demilitarizzazione''. Lo scrive il Financial Times citando una bozza di accordo nella quale si legge che la Russia sarebbe pronta a consentire all'Ucraina di far parte dell'Unione europea in cambio di garanzie sulla sicurezza e se rinuncia ad aderire alla Nato.

Gli aggiornamenti in diretta dalla guerra

La bozza del documento sul cessate il fuoco non contiene alcuna discussione su tre delle richieste fondamentali iniziali della Russia, ovvero la "denazificazione", la "smilitarizzazione" e la protezione legale per la lingua russa in Ucraina, scrive il Financial Times. David Arakhamia, capo del partito del presidente ucraino Volodymyr Zelensky in parlamento e membro della squadra negoziale di Kiev, ha detto al giornale britannico che le parti sono vicine all'accordo sulle garanzie di sicurezza e sull'entrata dell'Ucraina all'Ue, ma ha esortato alla cautela sulle prospettive di una svolta.

"Tutte le questioni" sono state "sul tavolo sin dall'inizio" dei negoziati, ma "molti punti sono irrisolti", ha detto Arakhamia. Un'altra fonte informata sui colloqui ha affermato che l'Ucraina era preoccupata per il fatto che la Russia stesse cambiando posizione quasi ogni giorno, sia in termini di pressione militare che sulle richieste come la "smilitarizzazione" di Kiev. Nell'ambito dell'accordo in esame, l'Ucraina si asterrebbe anche dallo sviluppo di armi nucleari o dall'ospitare basi militari straniere.

In cambio, l'Ucraina otterrebbe quella che Arakhamia ha chiamato "formulazione vicina all'articolo 5 della Nato" - per cui i membri delle alleanze devono aiutarsi a vicenda se uno viene attaccato - per garanzie di sicurezza da Paesi tra cui Russia, Stati Uniti, Regno Unito e Canada , Francia, Germania, Cina, Italia, Polonia, Israele e Turchia. Qualsiasi eventuale accordo, tuttavia, dovrebbe essere concordato con i garanti e ratificato dai loro parlamenti, ha detto domenica il presidente Volodymyr Zelensky.

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