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Martedì, 21 Maggio 2024
Il rapporto / Russia

Guerra in Ucraina fino al 2027, la previsione degli esperti: "La Russia può reggere altri tre anni"

È quanto stima un rapporto sulla base della capacità produttiva del settore russo della difesa. Ma lo sforzo bellico potrebbe costare caro a Putin

La Russia potrà continuare la sua guerra all'Ucraina per "altri due o tre anni, o forse anche di più", ma lo sforzo bellico potrà costargli caro in termini di sviluppo tecnologico. È quanto emerge da un rapporto dell'Istituto internazionale per gli studi strategici (Iiss), importante think tank con sede a Londra.

La resilienza di Mosca

Il rapporto Military Balance 2024 ha analizzato la situazione delle forze in campo in Ucraina, e la preparazione dei due eserciti dinanzi all'ipotesi di una lunga guerra di logoramento. Dopo due anni dall'inizio del conflitto, la Russia ha sicuramente subito pesanti perdite, che includono "più di 3.000 veicoli corazzati da combattimento solo nell’ultimo anno e quasi 8.800 da febbraio 2022", si legge nello studio.

Tuttavia, Mosca ha dimostrato una capacità di produzione notevole, che le sta permettendo di "mantenere stabili le sue scorte attive". Una valutazione approfondita condotta dall'Iiss lo scorso anno "ha mostrato che i rifornimenti di attrezzature stavano più o meno tenendo il passo con il logoramento del campo di battaglia". Per il 2023, l'Iiss stima che la Russia dovrebbe far uscire dai suoi magazzini circa 1.200 carri armati e quasi 2.500 veicoli corazzati o da combattimento di fanteria. Inoltre, Mosca dispone di "10 basi centrali di riserva per i carri armati, almeno 37 basi miste di deposito di equipaggiamenti e armamenti e almeno 12 basi di deposito di artiglieria".

I rischi per Putin

Il problema per Vladimir Putin è che questa capacità di produzione sta richiedendo un dispendio di risorse notevole, e sta spingendo Mosca a puntare più sulla quantità, che sulla qualità, sacrificando così lo sviluppo tecnologico e la preparazione dei suoi soldati. Henry Boyd, analista dell'Iiss, afferma che la Russia è "sempre più dipendente dalle forniture ereditate dall'era sovietica per soddisfare la domanda di nuovi veicoli corazzati da combattimento e pezzi di artiglieria" e sta "sacrificando l'addestramento" per compensare le perdite di truppe sul campo di battaglia. Un doppio limite che potrebbe costargli caro nel lungo periodo. 

Perché questo accada, però, occorre che l'Ucraina tenga il passo e che gli Stati occidentali che la sostengono facciano passi in avanti nella produzione e nello sviluppo tecnologico del settore della difesa. Dal rapporto, emerge un quadro preoccupante per Kiev. "Le perdite dell'Ucraina sono state pesanti e sono state compensate in gran parte grazie al sostegno occidentale", dice Bastian Giegerich, direttore esecutivo dell'Iiss. "L'effetto è stato quello di migliorare la qualità delle attrezzature ucraine, anche se al prezzo di una maggiore complessità logistica", ha aggiunto.

I ritardi dell'Europa

L'Europa ha notevolmente aumentato la sua spesa militare allo scopo di sostenere Kiev, ma ha mostrato notevoli difficoltà dal lato della produzione. Nel suo rapporto, l'Iiis sottolinea che l'Ue non riuscirà a raggiungere l'obiettivo di consegnare all'Ucraina 1 milione di munizioni di artiglieria entro marzo, come aveva promesso l'anno scorso (la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha già spostato la deadline a fine 2024). L'Occidente, dice Giegerich, "deve decidere se fornire a Kiev armi sufficienti per sferrare un colpo decisivo" o limitarsi a inviare aiuti militari "sufficienti per non perdere". 

Dall'esercito ucraino arrivano appelli ai partner occidentali affinché il sostegno aumenti. Il nuovo comandante in capo delle forze armate di Kiev, Oleksandr Syrsky, ha definito in queste ore la situazione sul campo "estremamente complessa". I raid russi proseguono grazie soprattutto alla vasta dotazione di droni che il Cremlino avrebbe ottenuto dall'Iran e dalla Corea del Nord. L'Ucraina sta cercando di rispondere con azioni più mirate, come quella che mercoledì 14 febbraio avrebbe colpito nel Mar Nero una nave da carico, la "Caesar Kunikov", usata "dalle forze armate di Putin per trasportare missili e droni per attacchi all'ucraina", scrivono i media ucraini. La nave sarebbe affondata. 

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