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Russia "pronta" a disconnettersi dal web per passare all'internet 'sovrano'

Non si fermano le proteste dopo la condanna del dissidente Navalny. Il braccio destro di Putin avverte che in "circostanze straordinarie" Mosca è capace di scollegarsi dalla rete "controllata dagli Usa"

Il Governo russo ha fatto sapere di essere “pronto” a disconnettersi “legalmente e tecnologicamente” dal web globale per passare a una rete “internet sovrana”. L’annuncio è arrivato dall’ex presidente Dmitry Medvedev, oggi vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, organo consultivo che si relaziona direttamente all’attuale presidente, Vladimir Putin. Secondo l’agenzia Interfax, Medvedev ha precisato che Mosca è ora in grado di isolare il ‘suo’ Internet da quello globale, ma ha anche sottolineato di non vedere alcun motivo per farlo, definendo l’isolamento “un'arma a doppio taglio”.

La repressione

L’annuncio sulla capacità del Cremlino di disconnettere il Paese dalla rete globale, e dunque dai social media, è bastata per mettere in allerta l’opposizione anti-Putin. La dichiarazione di Medvedev arriva infatti sulla scia delle proteste di massa che hanno colpito più di 100 città russe negli ultimi due fine settimana e portato a quasi 5mila arresti solo nello scorso weekend. La repressione nelle piazze innescata con il ritorno nel paese del dissidente Alexey Navalny, che è stato vittima di avvelenamento la scorsa estate e ha passato i mesi successivi a curarsi in Germania, ha portato gli oppositori a concentrarsi sull’attività online di contro-informazione. Lo stesso Navalny, arrestato nel giorno del rientro in Russia, si è costruito la sua popolarità sul web. Ieri il tribunale di Mosca lo ha condannato a due anni e otto mesi di carcere per aver violato la libertà condizionale riferita una condanna del 2014.

"Gli Usa controllano il web"

La testata The Moscow Times riporta che nel 2019 è stata approvata una legge sull’Internet “sovrano” che offre alla Russia la possibilità di isolarsi dal resto del World Wide Web, anche se vari esperti hanno espresso dubbi sul fatto che Mosca fosse in grado di mettere in funzione tale tecnologia. Secondo Medvedev, gli Stati Uniti mantengono “i diritti chiave di controllo” su Internet e il che potrebbe comportare la disconnessione della Russia da Internet globale “se accade qualcosa di straordinario”. 

Cosa rischia Navalny

Intanto, anche ieri mattina, la polizia di Mosca ha compiuto alcuni arresti nei pressi del tribunale della capitale, dov'è avvenuta la prima udienza e la successiva condanna nei confronti di Navalny. Secondo quanto riferito dalla stampa locale, almeno 23 persone sono state fermate e portate via dagli agenti prima che potessero avvicinarsi all’aula di tribunale all’interno della quale il leader dell’opposizione si dovrà difendere anche da altre accuse. Tra queste c’è anche quella di "diffamazione" contro un veterano e un’indagine per frode, reato punibile con dieci anni di carcere

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