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Perché la Russia complica il sogno della destra europea di Salvini e Orban

I rapporti tra la Lega e Mosca preoccupano i conservatori polacchi alleati di Giorgia Meloni. Ma il premier Morawiecki è pronto a ospitare la prossima riunione del trio nella ‘sua’ Varsavia

L’alleanza per una “rinascita europea basata sui valori cristiani”, per vedere la luce, dovrà trovare un punto di equilibrio nei rapporti con Mosca. È quanto emerge all’indomani dell’incontro a Budapest tra il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, il premier ungherese, Viktor Orban, e il leader della Lega, Matteo Salvini. Quest’ultimo tentò anche due anni fa, alla vigilia del trionfo alle elezioni europee, di formare un soggetto politico unitario a destra del Partito popolare europeo. A mettersi di traverso in quell'occasione - oltre all’accordo già concluso tra i polacchi del partito PiS, Diritto e Giustizia, e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni - fu anche la nota relazione tra la Lega e Russia Unita, il partito che governa a Mosca. Legami mal tollerati dai polacchi, storicamente tra i più anti-russi d’Europa. L’insuccesso non ha scoraggiato il Carroccio, che oggi sta provando nuovamente a convincere Varsavia della sua indipendenza dal Cremlino, nonostante la simpatia nei confronti di Vladimir Putin più volte sbandierata dallo stesso Salvini. 

I rapporti con la Russia tra i nodi da sciogliere

Il tema Russa rimane il principale nodo da sciogliere per la nuova alleanza della destra europea anche secondo la stampa internazionale. La testata britannica 'Financial Times’, in un articolo dedicato all’incontro tra i tre leader, ha messo in evidenza lo scetticismo di molti osservatori sul futuro di questa partnership politica. Il PiS polacco potrebbe infatti non accettare un'alleanza con la Lega o coi francesi del Rassemblement National di Marine Le Pen, dal momento che entrambi sono in buone relazioni con la Russia. L'eurodeputato Jacek Saryusz-Wolski del PiS, però, ha spiegato alla testata britannica che non si esclude a priori la presenza di Le Pen nell'eventuale nuova formazione. 

Verso il secondo gruppo a Strasburgo?

Daniel Hegedus, esponente del think tank americano German Marshall Fund, ha affermato che i motivi per cui Orban e Salvini vorrebbero unirsi sono chiari: “Orban è rimasto solo” dopo l'uscita dal Ppe, mentre “Salvini vorrebbe essere riconosciuto in Europa come uomo capace di cambiare le carte in tavola”. Di certo il premier Morawiecki è il meno motivato dei tre soci fondatori della nuova alleanza. Ma la necessità di influenzare a proprio favore l’agenda di Bruxelles e, soprattutto, di sedare lo scontro con le istituzioni europee sulla lacunosa tutela dello Stato di diritto da parte di Varsavia, potrebbe convincere il leader polacco a dire sì all’operazione che cambierebbe gli equilibri in Parlamento europeo. Superate le differenze, se i tre leader riuscissero a convincere i rispettivi alleati a entrare nella nuova alleanza di destra europea, potrebbero dar vita al secondo blocco politico più importante dell’emiciclo, alle spalle dei Popolari. Una prospettiva che fa gola al premier polacco, il quale ha deciso di ospitate a Varsavia il prossimo incontro di persona tra i tre leader, che probabilmente si terrà a maggio. 

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