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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Il caso / Finlandia

Come la Finlandia sta salvando le vacanze dei russi in Europa

Helsinki potrebbe entrare a breve nella Nato. Nel frattempo, è l'unico Paese Ue confinante a rilasciare visti turistici per chi viene dalla Russia

La Finlandia si appresta a entrare nella Nato: un'adesione storica che ha già provocato forte tensioni con Mosca. Nell'attesa, però, è proprio grazie ai finlandesi se i russi possono continuare a fare le loro vacanze in Europa. Già, perché quello scandinavo è rimasto il solo Paese Ue di confine a rilasciare visti turistici a chi proviene dalla Russia. Attualmente, sarebbero oltre 100mila. Una "generosità" che sta provocando non poche polemiche, a Helsinki, ma non solo.

Il partito conservatore finlandese ha proposto di interrompere la concessione di nuovi visti turistici ai russi: "La situazione è insopportabile - attacca Jukka Kopra, un parlamentare del Partito di coalizione nazionale - Gli ucraini vengono uccisi, compresi civili, donne e bambini, e allo stesso tempo i russi trascorrono le vacanze nell'Ue". Anche Aki Lindén, leader dei socialdemocratici e membro del governo di Sanna Marin, è d'accordo: "Personalmente, penso che le restrizioni debbano essere rafforzate", ha detto all'Afp.

Il "paradosso" è emerso con forza quando la Finlandia ha revocato le restrizioni Covid a fine giugno e la Russia ha allentato le proprie a metà luglio: nel giro di poche settimane, il numero di turisti russi che attraversano il confine è aumentato costantemente, passando da 125mila a giugno a oltre 185mila a luglio. La maggior parte è in possesso di un visto turistico da anni, altri lo hanno chiesto di recente (almeno 10mila a luglio). Ad aumentare i flussi ha concorso anche il fatto che, con lo spazio aereo Ue chiuso ai voli dalla Russia, la Finlandia è diventata la piattaforma da cui raggiungere altri Paesi Ue evitando le uniche due rotte alternative, ossia quelle che passano dalla Turchia e dalla Serbia, e che sono decisamente più costose.

Le compagnie di autobus di San Pietroburgo stanno facendo grossi affari, dato anche che il treno che collegava la città russa con Helsinki è stato interrotto a causa delle sanzioni: "Nelle ultime settimane, i nostri pullman sono stati sistematicamente pieni. Le persone vogliono approfittare di un passaggio più facile", ha detto all'Afp Sergei Ivanov, della società Balt Car. Ma non sono solo i russi a fare affari: per le città finlandesi al confine, i turisti sono un'importante fonte di reddito. “Per come la vedo io, dovremmo prendere i loro soldi - ha scritto su Twitter Veikko Vallin, membro del Partito socialdemocratico, riferendosi ai turisti russi - Il boom del commercio sarebbe positivo soprattutto per la Finlandia orientale: l'occupazione migliorerebbe, molti avrebbero una tregua dalle difficoltà finanziarie, le entrate fiscali aumenterebbero e così via".

Da un punto di vista legale, il rilascio dei visti turistici ai russi non viola le sanzioni Ue contro Mosca, che sono rivolte "principalmente e specificamente" al governo russo e all'élite economica russa, ha spiegato un portavoce della Commissione europea. Lo scopo delle sanzioni è impedire al Cremlino di finanziare la guerra di aggressione in Ucraina, e non prendere di mira contro i cittadini comuni. Il rilascio dei visti, secondo il regolamento Schengen, dovrebbe venire valutato caso per caso, al fine di verificare se il richiedente può mettere in pericolo l'ordine pubblico, la sicurezza nazionale o le relazioni internazionali di uno Stato membro.

Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, ossia gli altri Paesi Ue al confine con la Russia, hanno deciso di interrompere il rilascio di tali visti. Mosca "reagirà in modo molto negativo" se Helsinki li imita, ha detto martedì il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. 

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