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Giovedì, 6 Ottobre 2022
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Russi in fuga da Putin respinti al confine Ue: "Non concederemo l'asilo politico"

Lo hanno annunciato Estonia e Lettonia: "Rifiutano solo di adempiere al loro dovere civico". Polonia e Lettonia potrebbero fare lo stesso

Dopo i turisti, i Paesi al confine con la Russia potrebbero chiudere la porta anche ai russi che stanno fuggendo dal Paese in seguito all'annuncio di Vladimir Putin della mobilitazione dei riservisti per aiutare le truppe impegnate nella guerra in Ucraina. Estonia e Lettonia hanno già annunciato che respingeranno i russi alla frontiera, anche a coloro che chiederanno l'asilo. Finlandia, Lituania e Polonia potrebbero prendere la stessa decisione.

"Il rifiuto di adempiere al proprio dovere civico in Russia o il desiderio di non farlo non costituiscono motivi sufficienti per ottenere l'asilo in un altro Paese", ha detto a Reuters il ministro degli Esteri estone Urmas Reinsalu, riferendosi al fatto che l'aumento delle persone in fuga dalla Russia nelle ultime ore sia legato esclusivamente alla paura di venire arruolati come riservisti. 

La Lettonia solleva anche i presunti rischi legati all'esodo dalla guerra: "Per motivi di sicurezza, la Lettonia non rilascerà visti umanitari o di altro tipo a quei cittadini russi che evitano la mobilitazione", ha affermato il ministro degli Esteri lettone Edgars Rinkevics, sottolineando che tra questi cittadini ci sono persone addestrate militarmente. Gli altri Paesi del blocco al confine con la Russia per ora non hanno preso la stessa decisione. Lituania e Polonia, che appena tre giorni fa, insieme a Lettonia ed Estonia, avevano sospeso i visti turistici per russi, non hanno ancora deciso il da farsi.

Dal governo di Vilnius hanno fatto sapere che le domande di asilo "verranno valutate nel solito modo, tenendo conto di tutte le circostanze e su base individuale", ma il ministero degli Esteri ha aggiunto che la Lituania "non ha lo scopo e la capacità di rilasciare visti per motivi umanitari a tutti i cittadini russi che ne facciano richiesta". Da Varsavia, un diplomatico polacco, parlando a titolo personale, ha detto a EuObserver che "coloro che fuggono dalla Russia dovrebbero andare in Francia, o in Catalogna o in Italia, che ottengano asilo politico lì su larga scala. Gli Stati baltici e la Polonia non devono farlo".

La Commissione europea per il momento si è limitata a ricordare cosa prevedono le norme sulla libera circolazione degli individui nell'Ue:  "Le regole di Schengen permettono di negare l'accesso" ai richiedenti asilo "per questioni specifiche di sicurezza interna e di ordine pubblico" e "ci troviamo in una situazione senza precedenti, con rischi da tenere in considerazione sul contesto geopolitico e in materia di sicurezza" fermo restando che "ogni domanda d'asilo deve essere valutata individualmente", ha dichiarato la portavoce Anitta Hipper. "E' essenziale concordare un approccio comune tra gli Stati membri sul modo di agire e siamo in contatto con i Paesi su questo", ha aggiunto Hipper riferendosi a Estonia e Lettonia. 

Dopo l'annuncio della mobilitazione dei riservisti, le ricerche su Google su "come lasciare la Russia" sono aumentate in maniera esponenziale, e i voli da Mosca verso i Paesi che non hanno sospeso i collegamenti aerei con la Russia, come Turchia e Armenia, sono andati esauriti in poche ore. Ci sono state anche proteste contro la guerra in almeno 15 città russe, con centinaia di arresti, secondo il gruppo russo per i diritti umani OVD-Info. Mosca non ha escluso, né confermato l'intenzione di chiudere i confini per bloccare la fuga. "Non posso rispondere su questo", ha detto mercoledì il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

I pochi voli disponibili verso i Paesi "amici" potrebbero aumentare i flussi via terra verso l'Ue. La Finlandia, che ha il confine più lungo con la Russia di qualsiasi Paese dell'Ue, non sta chiudendo del tutto le porte ai russi, ma il ministro della Difesa finlandese Antti Kaikkonen ha affermato che la mobilitazione di Putin rilancia la questione di una politica Ue più severa sui visti.

Non tutti sono convinti che vi sarà un esodo di massa verso l'Ue. Secondo Vladimir Ashurkov, collaboratore di Alexei Navalny, l'oppositore di Putin in carcere da tempo, "ci saranno persone che lasceranno la Russia per non prestare servizio nell'esercito, ma non mi aspetto che molti andranno nell'Ue", ha detto a EuObserver. Ashurkov, però, ha aggiunto che "le persone che si rifiutano di prestare servizio nell'esercito russo e sono minacciate di persecuzione per questo, dovrebbero ottenere l'asilo". Secondo l'Agenzia europea per l'asilo, dall'inizio della guerra i russi che hanno chiesto l'asilo in un Paese Ue sono stati circa 1.400. 

Articolo aggiornato alle 14:20 con le dichiarazioni della Commissione europea

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