Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Linea dura in Romania contro le discriminazioni: fino a dieci anni per chi attacca i rom

Promulgata la legge che prevede pesanti sanzioni per le aggressioni contro le persone, le proprietà, i luoghi di culto. Per il Paese "è una questione di bisogno e dignità umana"

La Romania ha scelto la linea dura contro le discriminazioni contro la primcipale minoranza del Paese, quella rom. Il presidente Klaus Iohannis ha sottoscritto e promulgato la legge, approvata il mese scorso dal Parlamento, che punisce con il carcere fino a 10 anni i crimini di odio.

Crimini d'odio

Secondo il testo saranno severamente punite "manifestazioni verbali o fisiche, motivate da odio contro i rom, dirette contro i rom o le loro proprietà". Questo include crimini e gli attacchi contro i luoghi di culto, le loro tradizione e anche la lingua rom. Come racconta Euronews insulti razzisti e i discorsi di odio contro questo gruppo etnico, sono comuni sia sui social media che nelle situazioni di vita del Paese, dove spesso questa minoranza viene aggredita verbalmente e anche fisicamente. "Questa legislazione serve principalmente per aiutare ed educare perché abbiamo dimenticato nell'ultimo anno durante la pandemia Covid-19 che ci sono ancora altri problemi nel paese come la discriminazione", ha detto alla televisione Radu Magdin, analista politico a Bucarest, secondo cui "la Romania non vuole essere individuata come un paese che ha grandi problemi con i rom, questa è una questione di bisogno e dignità umana".

Problema europeo

Un problema, quello della discriminazione dei Rom, di lunga data in Europa. E a questo proposito, la Commissione europea ha adottato alcuni mesi fa un piano decennale per sostenere la loro integrazione nell'Ue. Sette sono le aree chiave di interesse: uguaglianza, inclusione, partecipazione, istruzione, occupazione, salute e alloggio. Per ciascun settore, l'esecutivo europeo ha presentato nuovi obiettivi e raccomandazioni per gli Stati membri che serviranno da strumenti per monitorare i progressi. La Commissione ha proposto obiettivi minimi per il 2030 come dimezzare la proporzione di rom che ha subito discriminazione e raddoppiare la percentuale di quelli che scelgono di denunciarle. Ancora, si punta a dimezzare il divario di povertà che c’è tra i rom e la popolazione generale e il gap esistente nell'andare alla scuola della prima infanzia. Si punta poi a dimezzare la distanza occupazionale e nell'aspettativa di vita, ridurre di almeno un terzo il divario nella privazione di abitazioni e infine a garantire che almeno il 95 per cento di loro abbia accesso all'acqua del rubinetto. Per raggiungere questi obiettivi, per la Commissione è fondamentale che gli Stati membri mettano in atto delle politiche adeguate e ha stabilito un elenco di misure che i Paesi devono adottare come campagne di sensibilizzazione nelle scuole, sostegno all'alfabetizzazione finanziaria all'occupazione nelle istituzioni pubbliche fino al miglioramento dell'accesso a controlli medici di qualità, screening e pianificazione familiare per le donne.

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