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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Lo studio

Le persone rom vivono 10 anni in meno rispetto al resto della popolazione

La denuncia dell'Agenzia per i diritti fondamentali dell'Ue. In Italia una delle situazione più critiche

In media, le persone rom vivono 10 anni in meno rispetto al resto della popolazione. Sono questi gli allarmanti dati emersi da uno studio condotto dall’Agenzia per i diritti fondamentali (Fra nell'acronimo inglese) dell’Unione europea, che ha analizzato i dati provenienti da otto Paesi dell'Ue, tra cui l’Italia, e da Serbia e Macedonia del Nord.

Lo studio segnala che l'80 per cento della popolazione rom europea è a rischio di povertà, rispetto al 17 per cento della popolazione generale. Secondo quanto emerge dallo studio il 52 per cento dei rom, tre volte di più rispetto alla popolazione generale, vive in abitazioni buie e umide, senza bagni o servizi igienici. Quattro rom su cinque vivono in una abitazione che non ha abbastanza stanze ed è sovraffollata. Una famiglia rom su cinque non ha accesso all'acqua del rubinetto all'interno della propria abitazione. Il quadro dell'Ue per i rom chiede di dimezzare almeno il divario nella speranza di vita e di garantire che le donne e gli uomini rom vivano cinque anni in più entro il 2030.

Nel Belpaese si osserva una delle situazioni peggiori, con l’aspettativa di vita che si abbassa di 15 anni per le donne e 12,4 anni per gli uomini. Tra le ragioni alla base di queste differenze: la povertà dilagante, la mancanza di alloggi e lo scarso accesso alle cure mediche. La Fra avverte che le condizioni di vita dei rom sono peggiorate durante il Covid, in particolare per quel che riguarda l'istruzione, e che anche l'invasione russa dell'Ucraina, con i suoi effetti sull'inflazione, potrebbe portare a una riduzione dei fondi destinati all'inclusione sociale.

Alcuni miglioramenti nelle condizioni abitative indicano che gli obiettivi dell'Ue per il miglioramente delle condizioni di vita della popolazione rom potrebbero essere raggiunti entro il 2030. Ma troppe persone continuano a vivere in condizioni di sovraffollamento e di disagio abitativo. "L'esclusione, la privazione, la discriminazione e il razzismo rimangono la realtà", scrive la Fra. La situazione "rimane pressoché invariata" rispetto a quanto emerso nel 2016, conclude. 

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