Rom, l'Ue contro Salvini: "Scioccati da sue proposte, il censimento etnico lo proposero i nazisti nel '42"

Le dure parole della commissaria alla Giustizia Vera Jourovà durante un dibattito animato al Parlamento di Strasburgo. Litigi in aula tra deputati italiani e l'accusa della parlamentare svedese: "Ci trattate come animali"

Matteo Salvini visita un campo rom a Torino

Dire che Matteo Salvini sia stato paragonato ai nazisti è forse troppo. Ma di sicuro, nel parlare della proposta del ministro degli Interni di censire i rom e i sinti d'Italia, la commissaria Ue alla Giustizia Vera Jourovà non ha citato certo a caso la Conferenza di Wannsee, quella in cui nel gennaio 1942 alti funzionari del Partito nazista e del governo tedesco discussero la pianificazione e l'esecuzione della "Soluzione finale" alla cosiddetta "Questione ebraica". Del resto, in quella conferenza si parlava per la prima volta di "censimento etnico", ha ricordato la Jourovà nel corso di un dibattito al Parlamento europeo a Strasburgo sulla proposta del vicepremier italiano.

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"Quando ho saputo di questa proposta - ha detto Jourovà - sono rimasta scioccata". La commissaria ha paventato un ritorno dei discorsi razzisti e xenofobi che hanno dominato in Europa in altri tempi, e ha avvertito che bisogna "alzare la voce" per difendere i valori europei e in particolare il principio di non discriminazione e uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. "Dichiarazioni che associano comportamenti criminali a determinate origini etniche diventano stigmatizzazioni (di quelle etnie, ndr) e non sono accettabili, perché alimentano il razzismo e la xenofobia, possono contribuire a diffondere l'intolleranza nella società e sono molto dannose. Le autorità pubbliche devono prendere le distanze da questo, e anzi contrastare il razzismo e la xenofobia", ha aggiunto Jourovà. 

I timori della commissaria hanno trovato eco nelle parole di diversi eurodeputati e non sono mancati i momenti di tensione, come quando la forzista Elisabetta Gardini ha puntato il dito contro la collega del Pd ed ex ministro Cecile Kyenge, "rea", a suo giudizio, di parlare male dell'Italia invece di "ringraziare il nostro Paese per averla accolta". Parole che hanno spinto la stessa Kyenge a chiedere al Parlamento di valutare sanzioni nei confronti di Gardini. 

Ma l'intervento più duro è stato quello della svedese Soraya Post, di origine rom, che ha accusato la collega del Carroccio Mara Bizzotto di xenofobia e ha invitato Lega e altri épartiti nazionalisti" a "smetterla di trattarci come animali". Ecco lo scontro in Aula tra le due parlamentari:

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