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Mercoledì, 25 Maggio 2022
L'elezione

Chi è Roberta Metsola, la nuova (e più giovane) presidente del Parlamento Ue

La popolare maltese ha vinto la corsa, tutta al femminile, per la successione a Sassoli. Controverse le sue posizioni intransigenti contro l'aborto

Non si può certo parlare di fulmine a ciel sereno, anzi. Forse sarebbe più corretto dire che non c’è mai stata veramente partita, nella corsa alla successione di David Sassoli alla guida dell’Eurocamera. Sia come sia, i deputati hanno eletto a larghissima maggioranza Roberta Metsola, candidata del Partito popolare (Ppe), con 458 voti su 616, nonostante le sue controverse posizioni contro l'aborto. La maltese diventa così la più giovane presidente del Parlamento europeo, nonché la terza donna a ricoprire questa carica, proprio nel giorno del suo 43esimo compleanno. A causa della pandemia si è votato da remoto, ma le è bastato un solo scrutinio per stravincere superando di 149 voti la maggioranza assoluta richiesta per il primo turno di voto, fissata a 309. Già primo vicepresidente dell’Aula (ha svolto la funzione di reggente dopo la scomparsa di Sassoli), Metsola è stata una candidata forte fin da quando è stata scelta dal suo gruppo lo scorso novembre.

Madre di quattro figli, si definisce una progressista pro-Lgbt+ e sostenitrice dei diritti delle donne, ma la sua posizione dura contro l'aborto ha attirato non poche critiche da parte degli oppositori. L’interruzione di gravidanza è illegale nella cattolica Malta, e Metsola nel giugno scorso ha votato contro una risoluzione che esortava tutti gli Stati membri a "garantire l’accesso universale all’aborto sicuro e legale" per le donne, sostenendo che violava il diritto del suo Paese di decidere autonomamente. Per questo contro di lei i gruppi della Sinistra e dei Verdi hanno schierato due femministe e vocali sostenitrici della libertà di scelta delle donne, Sira Rego e Alice Kuhnke, che però si sono fermate, rispettivamente, a 57 e 101 voti. 

Metsola ha promesso che metterà da parte la sua posizione personale e che rappresenterà il punto di vista maggioritario del Parlamento. “Le mie posizioni sull’aborto saranno quelle del Parlamento europeo che ora rappresento. Le promuoverò all’interno e all’esterno di quest’Aula”, ha dichiarato in conferenza stampa. La Lega di Matteo Salvini l’ha appoggiata sostenendo di apprezzare le sue posizioni sul “contrasto all’immigrazione clandestina e difesa dei valori della famiglia". L’eurodeputata del Carroccio, Mara Bizzotto, si è candidata a diventare sua vice.

Da giovane studentessa sostenne la campagna per il "Sì" al referendum con cui Malta decise di entrare nell'Ue nel 2003. Ha poi studiato al prestigioso College of Europe di Bruges e ha iniziato una carriera come funzionaria a Bruxelles. È stata eletta eurodeputata al suo terzo tentativo, nel 2013. "Mi ci sono voluti quasi 10 anni per diventare un membro del Parlamento europeo. Avrei potuto rinunciare", disse. Da lì è iniziata la sua scalata ai vertici dell'istituzione, gestendo dossier tra cui immigrazione e libertà dei media. È diventata vicepresidente dell'Aula nel 2020 dopo che l’irlandese Mairead McGuinness ha lasciato l’incarico per diventare commissaria nell’esecutivo di Ursula von der Leyen.

Nel suo discorso d’insediamento, Metsola ha ricordato e ringraziato David Sassoli, che ha dichiarato di voler onorare “battendomi sempre per l’Europa, per i nostri valori comuni” e per “la promessa dell’Unione europea”. “Nazionalismo e isolazionismo sono false illusioni che non offrono soluzioni”, ha dichiarato. “L’Europa è l’opposto di questo: siamo noi tutti che vogliamo avvicinare i nostri popoli e vogliamo difendere i principi dei nostri padri fondatori e madri fondatrici. Celebriamo le nostre diversità perché sappiamo che è ciò che ci rende più forti, ci rende unici, ci rende europei”.

Tra le priorità del suo mandato ha elencato l’impegno per i giovani, la lotta al cambiamento climatico, l’abbattimento dei muri all’interno dell’Unione, la difesa comune. Ha citato il cancelliere tedesco Konrad Adenauer, sostenendo che “l’unità dell’Europa era un sogno di pochi, è diventata una speranza per molti, e oggi è una necessità per tutti”. Ha poi richiamato le altre due presidenti donne dell’Europarlamento: “22 anni fa, Nicole Fontaine fu eletta 20 anni dopo Simone Veil. Ma non ci vorranno altri due decenni prima che sia qui davanti a voi la prossima donna”, ha detto, tra gli applausi dei deputati.

Se popolari e liberali avevano già fatto sapere che l’avrebbero sostenuta, solo ieri sera i socialisti hanno reso noto di aver raggiunto un accordo proprio con questi due gruppi, con cui avevano siglato un’alleanza a inizio legislatura per mantenere in piedi la maggioranza europeista che controlla i lavori di Strasburgo. Questa mattina è stato annunciato il ritiro del candidato di destra, l’unico uomo: Kosma Z?otowski, del gruppo dei Conservatori e riformisti (quello di Fratelli d’Italia). Per la prima volta nella storia dell’istituzione così la sfida per la presidenza si è svolta interamente tra candidate donne. E ora sarà anche la prima volta che la maggior parte delle principali istituzioni europee sarà presieduta da una donna: Parlamento, Commissione (Ursula von der Leyen) e Banca centrale (Christine Lagarde). Le deputate a Strasburgo rappresentano il 40,4% dell’emiciclo. Si tratta del dato più alto di sempre, considerando che nel 1979 (quando l’Europarlamento fu eletto per la prima volta), la percentuale di rappresentanti donne era solo del 15,2%. 

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