Rivolta nel partito di Farage: “Per attuare la Brexit bisogna votare Johnson”

Quattro eurodeputati lasciano la formazione euroscettica e invitano a sostenere i Tory: “Se rubiamo consensi vincerà Corbyn. L'accordo raggiunto con Bruxelles è buono”

Un vero e proprio terremoto sta scuotendo il partito di Nigel Farage. Quattro europarlamentari del Brexit Party hanno deciso di lasciare la formazione euroscettica e hanno chiesto ai propri sostenitori di votare per il partito conservatore ritenendo Boris Johnson, l'uomo che ritengono possa portare finalmente a compimento il divorzio dall'Unione europea.

I ribelli

Tra di loro c'è anche Annunziata Rees-Mogg, la sorella del falco della Brexit Jacob, e leader dei conservatore della Camera dei Comuni. La sua adesione alla formazione euroscettica nella scorsa primavera in occasione delle europee aveva suscitato non poco clamore. Oltre a lei John Longworth, ex direttore generale delle Camere di Commercio ed ex presidente di Leave means Leave, l'imprenditore Lance Forman e l'ex cantante di musica classica Lucy Harris.

Le motivazioni

I quattro hanno spiegato di ritenere che un voto per il partito di Farage avrebbe messo in pericolo la Brexit rubando consensi ai Tory in seggi marginali ma cruciali e consegnando così la vittoria a Jeremy Corbyn, che promette un secondo referendum. Si augurano per questo la vittoria dei conservatori alle elezioni del 12 dicembre affinché possano realizzare il divorzio entro la prossima "fatidica data" del 31 gennaio 2020. I quattro affermano anche di sostenere l'accordo raggiunto tra Johnson e Bruxelles, che Farage aveva definito "non Brexit". Annunziata Rees-Mogg ha definito "incredibile ma tragico” il fatto che il Brexit Party “sia ora il partito che mette a rischio la stessa Brexit”.

Ira di Farage

La loro defezione ha ovviamente suscitato le ire di Farage, che li ha bollati di "tradimento" e li ha persino accusati di essersi "venduti" ai Tory, in cambio di futuri incarichi.

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