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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
La lettera / Polonia

Rivolta contro Pfizer: basta farci pagare vaccini che non useremo solo per fare profitti

La Polonia ha chiesto all'azienda farmaceutica di rinegoziare l'accordo che ha firmato con l'Ue che la obbliga a comprare dosi che non userà: "Anche il profitto negli affari dovrebbe avere dei limiti"

Durante la pandemia i Paesi Ue hanno stretto contratti con le mutlinazionali farmaceutiche per accaparrarsi vaccini contro il coronavirus. Ma ora che la fase di emergenza è passata le dosi ormai vengono fatte solo dalle categorie a rischio, eppure secondo i patti gli Stati devono comunque acquistarle per mantenere gli impegni presi. La Polonia però si è stancata di dover pagare per vaccini che non userà e ha inviato una lettera a Pfizer perché vuole tagliare le forniture di cui non ha più bisogno. Il ministro della Salute Adam Niedzielski ha messo in prima linea la necessità di "alleggerire l'onere finanziario" ed evitare lo spreco di migliaia di vaccini, aggiungendo in maniera provocatoria che "anche il profitto negli affari dovrebbe avere dei limiti". Nella lettera, visionata da Politico, il ministro ha fatto appello alla "responsabilità sociale d'impresa" del colosso farmaceutico, chiedendo di trovare condizioni più favorevoli nelle trattative. L'obiettivo sarebbe quello di ridurre la quantità totale di dosi inviate all'Ue e di diluirle in un periodo di tempo più lungo.

L'accordo, che prevedeva 1,1 miliardi di dosi di vaccino Pfizer/BioNTech, era stato firmato all'apice della pandemia, con il vincolo per il blocco europeo di acquistare quasi mezzo miliardo di dosi quest'anno, anche se i tassi di vaccinazione sono scesi tantissimo con il placarsi dell'emergenza. La Commissione sta tentando di rinegoziare l'accordo, ma non si trova un accordo. I dettagli esatti non sono stati resi pubblici, ma la proposta in discussione vedrebbe la cancellazione di alcune dosi, ma con un prezzo più alto per le consegne rimanenti, in pratica creando una "tassa di cancellazione". 

"Nonostante la mia volontà di trovare un compromesso, Pfizer non è disposta a mostrare un livello soddisfacente di flessibilità e a fare proposte realistiche che rispondano alla mutata situazione (sanitaria) in Europa", si legge nella lettera. Secondo Niedzielski, "invece di mostrare solidarietà, Pfizer vuole guadagnare dai fondi stanziati dagli Stati membri per la protezione della salute pubblica".

Quanto alle dosi in eccesso, il ministro ha sottolineato che "la maggior parte di esse verrà distrutta a causa della limitata durata di conservazione e della limitata domanda". Il politico ha poi chiarito che l'Ue non può nemmeno utilizzare le dosi in eccesso per donarle ad altre parti del mondo, poiché "attualmente non ci sono governi interessati ad accettare donazioni". Tra le altre cose, per spiegare la limitata capacità del Paese di pagare i vaccini preordinati, Niedzielski ha anche citato l'onere finanziario che la Polonia ha dovuto affrontare a causa della guerra in Ucraina, scrive Euractiv.

Anche altri Stati, tra cui Bulgaria, Polonia, Lituania e Ungheria, hanno esercitato pressioni sulla Commissione affinché rinegoziasse i contratti. Le trattative con le aziende sulle dosi di consegna sono gestite dal cosiddetto "gruppo di negoziazione congiunto", composto dalla Commissione e da diversi rappresentanti degli Stati membri

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