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Ritardi ferroviari, via libera del Parlamento Ue ai rimborsi totali del biglietto

Le proposte di nuovi diritti premiano i cittadini e operano una stretta sugli operatori. Le nuove regole si applicano anche in città

Informazioni più chiare e uguali per tutti, assistenza più semplice e immediata per disabili, e soprattutto maggiori rimborsi in caso di ritardo. L’Aula del Parlamento europeo vara la stretta contro le compagnie ferroviarie, approvando le nuove proposte di diritti per i viaggiatori, che penalizzano le prime e premiano, e di molto, i secondi. Le regole, così come licenziate a Strasburgo, inaspriscono le disposizioni comunitarie attualmente in vigore, ritenute non sufficienti a proteggere i cittadini e motivo di troppe scappatoie per chi offre il servizio di trasporto. Queste proposte dovranno ora essere oggetto di negoziato inter-istituzionale con il Consiglio. Se approvate, daranno il via a importanti cambiamenti.

Biglietti da rimborsare per intero

La grande novità, per i consumatori, è che se approvate in via definitiva le nuove norme imporranno il rimborso totale del prezzo del biglietto, una cosa non prevista finora. Attualmente si provvede al rimborso del 25% del costo del titolo di viaggio per ritardi tra un’ora e due ore, e del 50% per ritardi superiori alle due ore. Il Parlamento Ue rivede in senso più severo tali obblighi: rimborso del 50% del biglietto per ritardi superiori a un’ora, 75% per ritardi superiori a un’ora e mezza, e del 100% per ritardi superiori alle due ore. Le compagnia non potranno più avvalersi della clausola “di forza maggiore”. L’Aula ha respinto l’idea di esenzioni dal risarcimento in caso di circostanze eccezionali, come è invece previsto attualmente.

Mobilità per tutti

Novità vengono introdotte per quanto riguarda l’utilizzo del trasporto su rotaie da persone con mobilità ridotta, oggi oggetto di procedure che si traducono in una e propria corsa a ostacoli. La richiesta di assistenza va fatta in anticipo, almeno due giorni prima di partire, e spesso bisogna pagare per servizi considerati come “extra”. Il Parlamento europeo cambia registro, e stabilisce che l’assistenza a persone con disabilità deve essere “gratuita e disponibile” nella stazioni più grandi, senza alcun obbligo di richiesta preventiva. Tale obbligo resta necessario per le stazioni più piccole, meno attrezzate in strutture e personale, ma il pre-avviso passa da 48 a 24 ore.

Diversi biglietti, stessa informazione

Che il viaggiatore abbia acquistato un biglietto cumulativo o più ticket differenti per differenti tratte, in caso di mancata coincidenza le regole non possono essere diverse. I Parlamentari europei chiedono espressamente stessi diritti all'informazione, all'assistenza e al risarcimento.

Nuove regole anche in città

I deputati europei chiedono l’estensione e l’applicazione dei nuovi diritti dei passeggeri ferroviari anche per servizi suburbani. Chi nelle grandi città usa il treno per spostarsi da un punto a un altro dell’agglomerato urbano, deve poter usufruire degli stessi diritti di assistenza e rimborso di quanti si trovano sullo stesso convoglio per uscire dalla città e raggiungere altre destinazioni.

Più biciclette a bordo

Cambiamenti radicali anche per chi ama il ciclo-turismo. Per il Parlamento europeo deve essere possibile portare le biciclette anche su treni ad alta velocità, a lunga distanza, transfrontalieri e locali, e viene stabilito che i treni nuovi o rimessi a nuovo debbano avere spazi almeno otto spazi ben indicati per il trasporto di biciclette assemblate. Attualmente nulla di tutto questo è possibile, si viaggia con bici al seguito solo se il materiale rotabile lo consente.

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