Mercoledì, 29 Settembre 2021
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Il ristorante musulmano salvato dagli ebrei dopo l'attacco terrorista

In una città tedesca la comunità ebraica si è mobilitata, in un gesto di solidarietà e pace, per aiutare il locale che era stato assaltato da un estremista neonazista che avevano preso di mira anche la sinagoga

Il ristorante di kebab Kiez-Döner, che si trova ad Halle, nella Germania orientale, è solo uno degli innumerevoli fast food turchi sparsi in tutto il Paese. Nel 2019 però, l’attività gestita da una famiglia musulmana era finita al centro delle cronache per essere stata coinvolta in un attacco terroristico di estrema destra che aveva colpito anche una sinagoga piena di fedeli durante il giorno più sacro del calendario ebraico, lo Yom Kippur. Il bagno di sangue fu evitato perché l’attentatore non riuscì ad entrare nella sinagoga, ma rimasero uccisi una donna e un cliente di Kiez-Döner, che si trova dall’altra parte della strada rispetto al luogo sacro.

Come se non bastasse da quel momento in poi, si sono susseguiti una serie di altri eventi difficili per l’attività, soprattutto a causa della pandemia. Con la Germania in lockdown da novembre e i ristoranti autorizzati a vendere solo cibo da asporto, il ristorante ha rischiato la bancarotta, fino a quando la comunità ebraica ha deciso di mobilitarsi per aiutarlo. Come racconta il Telegraph per salvare il fast food, la German Jewish Student Union ha lanciato una raccolta fondi internazionale in tutto il mondo che ha raccolto più di 30mila euro. Addirittura, un ebreo locale ha comprato mille euro di buoni da utilizzare nel ristorante e li ha distribuiti ai membri della comunità. "È davvero incredibile quello che hanno fatto", ha detto Ismet Tekin, il proprietario del ristorante. "Lo hanno fatto per solidarietà, per dimostrare che siamo insieme, che stando uniti possiamo superare tutto” ha aggiunto.

Tekin ha detto di non essere interessato alle tensioni storiche tra ebrei e musulmani in Medio Oriente perché "per me non ci sono tensioni. La religione è una cosa privata. Ognuno ha diritto alle sue convinzioni". L’uomo ha raccontato che Kiez-Döner non era frequentato da molti ebrei prima del 2019, ma in seguito all'attacco terroristico molti dei membri della comunità sono diventati regolari clienti. "Hanno fatto questo perché la sinagoga e Kiez-Döner sono stati entrambi obiettivi dell'attacco", ha detto Igor Matviyets, un membro della comunità ebraica locale e un candidato alle elezioni del parlamento regionale, che avverranno nel mese di giugno. "È molto chiaro da quello che l’attentatore disse durante l’attacco. Per lui il ristorante non rappresentava la sua idea di quello che dovrebbe essere la Germania, e così anche la sinagoga."

L'uomo armato, Stephan Balliet, inveì contro ebrei, musulmani, immigrati e donne durante l’attacco, che venne addirittura trasmesso in diretta online. Ma il proprietario del ristorante, che vive in Germania da 13 anni, non si è lasciato abbattere e ha detto che l’episodio “non mi ha mai fatto mettere in discussione l’idea di vivere in questo Paese. Non me ne vado, questa è casa mia”.

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